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16 Ottobre 2023

Manovra 2024, ok dal Cdm. Cuneo fiscale, fringe benefit, pensioni e liste d’attesa tra le misure

Ecco alcuni dei contenuti anticipati relativi alla manovra 2024 che ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri di oggi: vale 24 miliardi frutto di 16 miliardi di extragettito e tagli di spese


di Francesca Giani


Manovra 2024, ok dal Cdm. Cuneo fiscale, fringe benefit, pensioni e liste d’attesa tra le misure

Confermato il taglio del cuneo per una platea di circa 14 milioni di cittadini, ritoccato il fringe benefit, che passerebbe a mille euro per tutti e a 2mila euro per chi ha figli, previste modifiche alle pensioni, con Ape sociale e pensione donna che vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita, mentre per la Sanità sul piatto ci sarebbero tre miliardi di euro. Sono questi alcuni dei contenuti anticipati relativi alla manovra 2024 - che vale poco meno di 24 miliardi frutto di 16 miliardi di extragettito e tagli di spese - che ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri di oggi.

Ok dal Cdm di oggi alla Manovra. Tra le misure decontribuzione busta paga e sostegno al reddito
Il testo - inviato a Bruxelles – dovrà ancora essere limato ed è atteso in Senato non prima della fine della prossima settimana – se non successivamente. «Il quadro è abbastanza complesso» ha detto la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa al termine del Cdm: «nel 2024 avremo circa 13 miliardi di euro di maggiori interessi sul debito, da pagare in forza delle decisioni assunte dalla Bce. Le poche risorse di cui disponiamo le intendiamo concentrare su alcuni temi». Tra questi viene «confermato il taglio del cuneo di 6 punti per chi ha fino 35mila e 7 per fino a 25mila. Si tratta di un aumento in busta paga che mediamente corrisponde a circa 100 euro al mese per una platea circa 14 milioni di cittadini». Interventi anche sul fringe benefit: «lo rendiamo strutturale con modifiche, per il 2024, portando il tetto a 2mila euro per lavoratori con figli, mille euro per tutti gli altri». Inoltre, «prevediamo che le madri con due figli o più non paghino i contributi a carico del lavoratore» e che tale «quota sia versata dallo Stato».
Per «grandi aggregati ci sono 10 miliardi per la decontribuzione; 4,5 miliardi per lo scalone pensionistico, 5 miliardi i contratti del pubblico impiego».

Per la sanità 3 miliardi: priorità al taglio liste d’attesa. Ecco le misure
In generale, «la manovra prevede 3 miliardi in più per il 2024 sul piatto della sanità rispetto a quanto previsto», portando il Fabbisogno sanitario nazionale a quasi 136 miliardi. Lo stanziamento è «quasi tutto destinato a una priorità: l’abbattimento delle liste d’attesa». Due sono le misure attraverso le quali si punta all’obiettivo: «rinnovo del contratto comparto (2,3 miliardi) e detassazione degli straordinari e dei premi risultato legati all’obiettivo per abbattere liste d’attesa». In sostanza si tratta di prevedere “l’introduzione di indennità per medici e altro personale sanitario impegnati nella riduzione dei tempi delle liste di attesa”. Ma secondo le anticipazioni circolate sulle agenzie ci sarebbe anche un aggiornamento del tetto di spesa per l'acquisto di prestazioni sanitarie da privati.
Come si legge nella nota, “tra le altre misure previste, si stanziano risorse pari a 250 milioni di euro per l’anno 2025 e 350 milioni di euro a decorrere dal 2026 per il potenziamento dell’assistenza territoriale anche con riferimento a nuove assunzioni di personale sanitario". Mentre “a decorrere dal 2026” sul piatto vengono messi “4,2 miliardi”. Sempre secondo le agenzie – ma al momento la bozza non è ancora stata diffusa - ci sarebbe anche una rimodulazione dei tetti di spesa per la farmaceutica, oltre a una modifica riguardo le modalità di distribuzione dei farmaci.

Pensioni: «accesso anticipato sarà più ristretto»
Per quanto riguarda poi il capitolo pensionistico, «interveniamo su alcune situazioni, in particolare quelle interamente nel sistema contributivo». Viene quindi «eliminato il vincolo che impone a chi è nel contributivo di andare in pensione con l'età raggiunta solo se l'importo della sua pensione è inferiore a 1,5 la pensione sociale. Ci sarà, inoltre, una rivalutazione del 100% per le pensioni fino a quattro volte il minimo, del 90% tra 4 e 5 volte il minimo. La rivalutazione viene confermata per le pensioni minime di chi ha più di 75 anni». Mentre, «ape sociale e pensione donna vengono sostituiti da un unico fondo per la flessibilità in uscita». Così come non ci sarà più quota 103 (si parla di quota 104): «l'accesso al pensionamento anticipato sarà molto più restrittivo» ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

Le novità per il lavoro autonomo
Per il «lavoro autonomo» si prosegue sul «lavoro cominciato lo scorso anno, con un aumento dell'importo per tassa piatta al 15%: viene confermata questa misura, e prorogata per altri 3 anni una norma riguardante l'indennità straordinaria di continuità, una sorta di cassa integrazione anche per i lavoratori autonomi. Viene anche ampliato il reddito per usufruire di questo ammortizzatore sociale. Inoltre quest'anno gli autonomi non dovranno pagare l'anticipo Irpef a novembre ma rateizzarlo in 5 rate da gennaio a giugno».

TAG: MANOVRA FINANZIARIA, CONSIGLIO DEI MINISTRI, CUNEO FISCALE, PENSIONI, TASSE

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