Europa
20 Gennaio 2026Con l’adozione della propria posizione sul Critical Medicines Act, l’Eurocamera chiede di rafforzare la produzione di farmaci essenziali nell’UE e di applicare criteri di appalto che favoriscano i produttori con una presenza manifatturiera significativa in Europa, per contrastare carenze e dipendenza da Paesi terzi.

Il Parlamento europeo, con 503 voti favorevoli, ha adottato la propria posizione sulla proposta di regolamento sui medicinali critici, chiedendo tra le altre cose ai governi nazionali di applicare criteri di appalto che favoriscano i produttori che realizzano una parte significativa dei medicinali critici nell’Unione europea, secondo il principio “Buy European” (“Compra europeo”).
Il tema si inserisce in un contesto segnato da carenze sempre più frequenti: oltre il 50% di quelle segnalate è infatti legato a problemi di produzione, inclusa la scarsità di principi attivi. Proprio per far fronte a queste criticità, nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento sui medicinali critici – come antibiotici, insulina, vaccini e farmaci per le malattie croniche – con l’obiettivo di rafforzarne la disponibilità nell’UE. Il Critical Medicines Act mira a garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica, riducendo la dipendenza dalle importazioni da Paesi terzi e rafforzando al contempo la competitività del settore farmaceutico europeo. Con l’adozione della propria posizione, il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con i governi degli Stati membri sulla versione finale della normativa.
Gli eurodeputati chiedono che i governi nazionali e l’Unione diano priorità, nell’attuale bilancio e nel prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), al sostegno finanziario di progetti industriali strategici situati nell’UE, per rafforzarne la capacità produttiva. Le imprese che beneficeranno di fondi pubblici dovranno rispettare obblighi chiari, tra cui la priorità di fornitura al mercato europeo.
Secondo le proposte del Parlamento, per avviare una procedura di appalto congiunto transfrontaliero sarà sufficiente la partecipazione di almeno cinque Paesi UE, rispetto ai nove previsti inizialmente dalla Commissione. Le autorità aggiudicatrici degli appalti congiunti volontari dovrebbero inoltre applicare criteri che favoriscano i produttori con una presenza manifatturiera significativa nell’Unione, introducendo esplicitamente il principio del “Compra europeo – Buy European”.
Nel testo si richiamano inoltre i possibili benefici di questi strumenti per i medicinali destinati alle malattie rare, gli antimicrobici e altri trattamenti innovativi, ad alto costo o altamente specializzati.
Per anticipare e gestire meglio le carenze, il Parlamento chiede l’istituzione di un meccanismo europeo di coordinamento delle scorte nazionali e delle riserve di emergenza di medicinali critici. I deputati sollecitano inoltre la possibilità, come ultima risorsa, che la Commissione disponga la redistribuzione dei medicinali da una scorta nazionale a uno o più altri Stati membri in presenza di carenze o interruzioni dell’approvvigionamento.
Il relatore Tomislav Sokol (PPE, Croazia) ha sottolineato che sono state "concordate priorità chiare: il coordinamento delle scorte nazionali e di emergenza, il rafforzamento della competitività dell’industria farmaceutica dell’UE e la lotta alle carenze di medicinali garantendone l’accessibilità e la disponibilità per i pazienti europei. Abbiamo inoltre stabilito un principio chiaro e forte per gli appalti pubblici: il prezzo non può più essere l’unico criterio per l’aggiudicazione dei contratti per i medicinali. La sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza delle catene di produzione e la capacità manifatturiera all’interno dell’UE devono essere prese in considerazione. Questo approccio “Compra europeo” garantisce che gli appalti pubblici sostengano fornitori affidabili, rafforzino la produzione di medicinali nell’UE e contribuiscano alla sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine”.
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