Medicina
09 Febbraio 2024 Il Rapporto Istian pubblicato dall’Istituto superiore di sanità delinea la situazione del dolore cronico in Italia, che colpisce più di dieci milioni di persone in prevalenza donne

Sono più di dieci milioni gli italiani adulti che soffrono di dolore cronico, di questi sei milioni e mezzo sono donne. La fascia di età più colpita è quella over 80 seguita dagli over 65. Questi alcuni dei dati contenuti dal Rapporto Istian “Dolore cronico in Italia e suoi correlati psicosociali dalla “Indagine europea sulla salute” (European Health Interview Survey) 2019”, pubblicato dall’Istituto superiore di sanità. La stima è stata validata per la prima volta a livello nazionale. L’indagine, svoltasi attraverso un questionario sul dolore cronico, ha coinvolto oltre 44.000 partecipanti, di cui circa 38.800 hanno risposto. Lo fa sapere un comunicato dell’Iss.
Dai 35 anni di età inizia la disuguaglianza di genere
Dai risultati del Rapporto emerge che il dolore cronico affligge dieci milioni di persone (circa quattro milioni di uomini e quasi sei milioni e mezzo di donne) ed è presente nell’8% della popolazione di 18-44 anni, con un aumento al 21,3% tra i 45-54enni, al 35% tra i cosiddetti “giovani anziani” (65-74enni), fino a raggiungere il 50% negli ultra-ottantacinquenni. Si confermano le diseguaglianze di genere: il divario nelle stime di prevalenza tra maschi e femmine inizia infatti già all’età di 35 anni, e va man mano ampliandosi a sfavore delle persone di sesso femminile, con percentuali superiori di oltre 15 punti tra gli anziani (65 anni e più). Nel complesso, il 60% delle persone adulte con dolore cronico in Italia è di sesso femminile. La distribuzione di questa condizione è variabile sul territorio italiano, con uno svantaggio più evidente nel Mezzogiorno per gli individui di 65 anni e oltre.
Cause e conseguenze del dolore cronico
Le cause che possono essere all’origine, o sono comunque sottostanti all’instaurarsi della cronicità del dolore, includono: una malattia primaria, già diagnosticata, abitualmente correlata ad uno stato di dolore (52%), un trauma (21%), un intervento chirurgico (7%), un tumore (3%).
Esiste una quota, poi, non irrilevante, di persone con dolore cronico che non ha ancora una chiara diagnosi di malattia, il 13%, e che riporta intensità elevate o molto elevate di dolore, nel 23% dei casi. Sul versante della salute mentale, ben il 13 % di coloro che soffrono di dolore cronico presenta sintomi depressivi da moderati a gravi rispetto a meno del 2% nella popolazione non affetta. Esiste una condizione di comorbidità tra dolore cronico e depressione a sfavore delle persone di sesso femminile e delle persone con un più basso livello di istruzione.
Inaugurato anche in Italia monitoraggio
«Lo studio», sottolineano gli autori, «colma un vuoto conoscitivo che, almeno in parte, perdurava dal 2003, anno in cui Harald Breivik e i colleghi dell’Università di Oslo condussero un’indagine sul dolore cronico nei Paesi europei. L’alta prevalenza del dolore cronico nella popolazione adulta e le altre stime presentate nel Rapporto, riferite, per esempio, a comorbidità, salute mentale, ruolo dei fattori sociodemografici o impatto del dolore cronico sull’attività lavorativa e sulla disabilità, offrono un quadro epidemiologico prezioso per l’individuazione dei bisogni di diagnosi, cura e riabilitazione, per la definizione di modelli di prevenzione e, non ultima, la definizione di piani di sostegno socio-assistenziale. Il fenomeno così delineato richiede un’attenzione adeguata e misurazioni affidabili e validate. Con questo primo Rapporto, l’Istituto superiore di sanità inaugura il monitoraggio epidemiologico del dolore cronico nel Paese, con il contributo e la collaborazione di Istat e di Fondazione Isal (Istituto per la ricerca e lo studio del dolore). L’impatto informativo che questo monitoraggio produce ha permesso, già nel 2020, il suo inserimento nel Programma Statistico Nazionale e potrà, auspicabilmente, favorire la piena applicazione di quanto la legge italiana ha già disposto sin dal 2010 (L. n. 38, 15 marzo 2010) in tema di accesso alla rete di terapia del dolore per tutti».
Per saperne di più:
https://www.iss.it/-/in-italia-oltre-10-milioni-di-adulti-soffrono-di-dolore-cronico-in-prevalenza-donne
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