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medicina generale

11 Giugno 2026

Riforma medici di famiglia, stop al decreto. Resta obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale

Si ferma l'iter del decreto sulla riforma della medicina generale che avrebbe dovuto rafforzare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e disciplinare nuove modalità organizzative della professione. L'obiettivo di potenziare l'assistenza territoriale resta confermato, ma il percorso proseguirà attraverso un confronto con la categoria e con le Regioni.

di Redazione Farmacista33


Riforma medici di famiglia, stop al decreto. Resta obiettivo di rafforzare l’assistenza territoriale

Si ferma il percorso del decreto-legge sulla riforma della medicina generale, elaborato nell'ambito del progetto più ampio di riorganizzazione dell'assistenza territoriale legato allo sviluppo delle Case di Comunità previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e oggetto negli ultimi mesi di un intenso confronto con le organizzazioni sindacali della categoria. La decisione è stata comunicata dal capo di gabinetto del Ministero della Salute, Marco Mattei, agli assessori regionali alla sanità nel corso di un confronto con le Regioni. Il provvedimento avrebbe dovuto definire nuove modalità organizzative per la medicina generale, con l'obiettivo di rafforzare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità e sostenere il percorso di riforma dell'assistenza territoriale.

Obiettivo confermato: rafforzare la medicina territoriale

Dal Ministero della Salute viene tuttavia ribadito che il superamento del decreto non comporta l'abbandono della riforma. L'obiettivo resta quello di rafforzare la medicina territoriale e garantire una presenza strutturata dei medici di medicina generale all'interno delle Case di Comunità.

Il percorso normativo originariamente ipotizzato verrà sostituito da una soluzione condivisa con la categoria. Tra le opzioni allo studio vi sarebbero l'inserimento delle nuove disposizioni in un emendamento a un provvedimento governativo oppure il loro recepimento nel prossimo Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione della medicina generale. La scelta consentirebbe di spostare il confronto dal piano legislativo a quello negoziale, coinvolgendo direttamente le rappresentanze dei medici di famiglia nella definizione del nuovo assetto organizzativo.

Cosa prevedeva la riforma

Il decreto puntava a rafforzare il ruolo delle Case di Comunità come fulcro dell'assistenza territoriale e a garantire una presenza più strutturata dei medici di medicina generale all'interno delle nuove strutture previste dal Pnrr. Tra gli aspetti che avevano suscitato maggiore confronto vi era l'ipotesi di un passaggio alla dipendenza per una parte dei medici di famiglia, superando almeno in parte l'attuale modello convenzionato.

Nel dibattito erano inoltre emerse ipotesi di una maggiore integrazione organizzativa dei medici di medicina generale nelle attività delle Case di Comunità, attraverso la definizione di impegni orari e di nuove modalità di coordinamento con gli altri professionisti sanitari operanti sul territorio. Proprio questi aspetti avevano alimentato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, che avevano chiesto un maggiore coinvolgimento nella definizione della riforma e una revisione di alcuni punti considerati critici per l'autonomia professionale della categoria.

Il confronto aveva riguardato anche il ruolo unico della medicina generale, i meccanismi di remunerazione e le modalità con cui garantire la presenza dei medici nelle strutture territoriali senza modificare in modo sostanziale l'attuale assetto professionale. Con il ritiro del decreto, questi temi dovrebbero ora essere affrontati nell'ambito della trattativa per il rinnovo della convenzione della medicina generale e nel confronto tra Ministero, Regioni e rappresentanze sindacali.

Le critiche dei sindacati al progetto

Sul testo si sono confrontati Ministero, Regioni e organizzazioni sindacali della medicina generale. I rappresentanti della categoria avevano chiesto un maggiore coinvolgimento nella definizione della riforma, esprimendo preoccupazioni sulle ricadute organizzative delle misure allo studio.
Pina Onotri, segretaria generale dello Smi, ha accolto positivamente il passo indietro del Governo e ha chiesto l'apertura di un confronto che affronti alcuni temi ritenuti prioritari dalla categoria, tra cui il ruolo unico, l'organizzazione dell'attività nelle Case di Comunità e i sistemi di remunerazione.
Anche la Fimmg ha espresso soddisfazione per la decisione. “Così come era, la riforma sarebbe stata un boomerang, ora siamo pronti a ragionare insieme”, ha dichiarato il segretario nazionale Silvestro Scotti.

ph.cr.magnific

TAG: MEDICI DI MEDICINA GENERALE, MEDICI DI FAMIGLIA, RIFORMA, ASSISTENZA TERRITORIALE

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