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06 Marzo 2024Tra le misure proposte nella bozza del Ddl Semplificazioni, un capitolo riguarda la farmacia dei servizi: si punta ad allargare le vaccinazioni disponibili, rendere strutturale l’utilizzo dei locali separati e potenziare il ruolo della farmacia nella diagnostica

Sanità e farmacia dei servizi, accanto a università, procedimenti amministrativi, filiera alimentare. Sono molti gli ambiti su cui è al lavoro il Governo con l’obiettivo di apportare semplificazioni per cittadini e imprese, secondo le richieste del Pnrr, e che potrebbero convergere in un ulteriore Ddl Semplificazioni. Tra le misure proposte nella bozza in circolazione che riguardano la farmacia si punta ad allargare le vaccinazioni disponibili, rendere strutturale l’utilizzo dei locali separati e potenziare il ruolo della farmacia nella diagnostica.
Farmacia dei servizi al centro proposte di semplificazione
Le semplificazioni sono uno dei leitmotiv dei lavori del Governo, anche perché una forte spinta arriva dal Pnrr, che ha posto una serie di obiettivi da raggiungere. Diverse sono le misure approvate, veicolate in vari dispositivi, così come molte sono le proposte su cui c’è l’intenzione di lavorare. Anche la sanità e la farmacia sono state al centro dell’attenzione in più occasioni e, ora, vedono un ulteriore pacchetto di proposte in un Ddl semplificazioni circolante in questi giorni – una sorta di omnibus in cui rientrano provvedimenti per diversi settori che si vorrebbe far approdare in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. In particolare, a essere presentate sono una serie di misure per “promuovere l’erogazione dei servizi in farmacia”.
Estensione dei vaccini del Piano nazionale e test
Nel dettaglio, un primo intervento proposto nella bozza circolante punta all’estensione della “somministrazione presso le farmacie, da parte di farmacisti opportunamente formati a seguito del superamento di specifico corso abilitante e di successivi aggiornamenti annuali, organizzati dall'Istituto superiore di sanità, di vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale nei confronti dei soggetti di età non inferiore a dodici anni”.
Si propone poi inserire all’interno della Farmacia dei servizi “l’effettuazione da parte del farmacista dei test diagnostici per il contrasto all’antibiotico-resistenza, a supporto del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta ai fini dell’appropriatezza prescrittiva”, nonché “l’effettuazione da parte del farmacista, nei limiti delle proprie competenze professionali, dei servizi di telemedicina nel rispetto dei requisiti funzionali e dei livelli di servizio indicati nelle linee guida nazionali”.
Locali separati e contratto di rete potenziati. Regole uniformi
Un aspetto importante – che raccoglie alcune delle esigenze sentite dai farmacisti - è poi quello di rendere strutturale l’utilizzo dei locali esterni per le attività della farmacia dei servizi: “i soggetti titolari di farmacia possono utilizzare locali separati da quelli ove è ubicata la farmacia. In detti locali è vietato il ritiro delle prescrizioni mediche e qualsiasi dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti. L’erogazione dei servizi sanitari in tali locali è soggetta alla previa autorizzazione da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente che accerta i requisiti di idoneità igienico-sanitaria dei locali, verifica che questi ultimi ricadano nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica e che siano situati a una distanza non inferiore a duecento metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia”. Inoltre, “al fine di consentire ai cittadini un'immediata identificazione dei servizi sanitari offerti nei locali separati, i soggetti titolari di farmacia appongono presso i locali stessi, oltre alla croce verde identificativa della farmacia, un’insegna riportante la denominazione «Farmacia dei servizi» e forniscono informazione sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi”.
Infine, “due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti, possono esercitare in comune i servizi sanitari anche utilizzando i locali separati previa stipula del contratto di rete. L’autorizzazione all’utilizzo dei locali separati da parte delle farmacie che hanno stipulato il contratto di rete è rilasciata al rappresentante di rete”.
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