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19 Settembre 2024

Virus respiratorio sinciziale, anticorpo monoclonale in fascia C ma si lavora per renderlo a carico Ssn

L'anticorpo monoclonale Nirsevimab è stato classificato in fascia C ma sarà disponibile gratuitamente nelle Regioni che possono coprire i costi aggiuntivi con fondi propri. Sono interlocuzioni con Aifa per trasferirlo in fascia A a carico del Servizio sanitario nazionale

di Simona Zazzetta


Vaccino rsv anticorpo monoclonale Nirsevimab

L’anticorpo monoclonale Nirsevimab indicato per la prevenzione e immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale nei bambini sarà disponibile gratuitamente nelle Regioni che possono coprire i costi aggiuntivi con fondi propri, extra rispetto al Fondo sanitario regionale, mentre sarà a carico dei cittadini nelle Regioni in piano di rientro. È quando dispone una nota del Dipartimento della Prevenzione, ma contestualmente Maria Rosaria Campitiello, a Capo del Dipartimento ha dichiarato di aver “avviato interlocuzioni con Aifa” per trasferire l'anticorpo monoclonale Nirsevimab-Bey “dai farmaci in fascia C a quelli in fascia A, dunque a carico del Servizio sanitario nazionale".

Le norme in vigore e le limitazioni delle Regioni

La nota sulle attività di implementazione delle misure per prevenire le infezioni da virus respiratorio sinciziale ricorda si Direttori Generali della sanità delle Regioni che il farmaco “Nirsevimab-Beyfortus, utilizzato per la cura delle infezioni di virus respiratorio sinciziale (VRS - Respiratory Syncytial Virus) in età pediatrica, con Determina AIFA n. 9 del 4 gennaio 2023 è stato classificato tra i farmaci di classe “C” con ricetta ripetibile limitativa (RRL), e vendibile al pubblico su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti”. E sottolinea che non è incluso nel Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale in vigore, quindi è una prestazione che si configura come un extra Lea. Più regioni hanno previsto, autonomamente, la somministrazione monodose dell’anticorpo monoclonale senza oneri per i pazienti. E su questo, il dipartimento dà due chiarimenti: “le regioni in piano di rientro dal disavanzo sanitario (Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia), non possono, ad oggi, garantire la somministrazione dell’anticorpo monoclonale”, in quanto trattasi di prestazione “extra LEA”, mentre le restanti regioni e province autonome possono garantire la somministrazione del farmaco “solo a condizione che la copertura finanziaria sia garantita con risorse a carico dei bilanci autonomi regionali aggiuntive rispetto al Fondo sanitario regionale”.

Campitiello: interlocuzioni con Aifa per renderlo a carico Ssn

Contestualmente il Capo Dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute Maria Rosaria Campitiello ha rilasciato una nota per fare sapere che si tratta di una situazione in itinere: “In considerazione dell'aumentata incidenza del virus respiratorio sinciziale nella popolazione pediatrica, il ministero della Salute ha avviato interlocuzioni con Aifa, di cui sono state informate tutte le Regioni con nota trasmessa dalla Direzione della programmazione sanitaria, affinché si proceda al trasferimento dell'anticorpo monoclonale Nirsevimab-Bey dai farmaci in fascia C a quelli in fascia A, dunque a carico del Servizio sanitario nazionale. È nostra intenzione rafforzare le strategie di prevenzione e immunizzazione universale a tutela dei bambini su tutto il territorio nazionale, garantendo a tutte le Regioni la somministrazione dell'anticorpo monoclonale senza oneri per i pazienti", spiega Campitiello”.

TAG: REGIONI, MINISTERO DELLA SALUTE, ANTICORPI MONOCLONALI, VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE (RSV)

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