Politica e Sanità
14 Febbraio 2025Con 97 voti favorevoli e 57 contrari, il Senato ha approvato con voto di fiducia il Decreto Milleproroghe, che ora passa all’esame della Camera per la definitiva conversione in legge

Il Decreto Milleproroghe, che include diverse misure in ambito sanitario tra cui proroghe in materia di formazione obbligatoria per i professionisti sanitari e crediti Ecm e per l’utilizzo della ricetta elettronica è stato approvato in Senato con 97 voti favorevoli e 57 contrari. Il decreto è arrivato in Aula, dopo la conclusione dell’esame in Commissione Affari Costituzionali, che ha approvato alcune modifiche al testo iniziale. Il provvedimento dovrà poi passare alla Camera per la seconda lettura, con scadenza per la conversione fissata al 25 febbraio
Da segnalare, di interesse per i farmacisti, l’articolo 4, comma 2-bis del decreto che stabilisce che i professionisti sanitari potranno recuperare i crediti Ecm mancanti del triennio 2020-2022 fino al 31 dicembre 2025. Tuttavia, oltre a sanare eventuali carenze pregresse, gli operatori dovranno comunque acquisire i crediti previsti per il triennio attualmente in corso.
Inoltre, la certificazione dell'assolvimento dell'obbligo formativo per i trienni 2014-2016, 2017-2019 e 2020-2022 potrà avvenire, in caso di mancato raggiungimento degli obblighi formativi nei termini previsti, attraverso crediti compensativi che saranno definiti da un apposito provvedimento della Commissione nazionale per la formazione continua. Questo provvedimento, tuttavia, non è stato ancora emanato.
Sempre di interesse per il settore, in particolare per le farmacie il comma 12-bis dello stesso art.4, che proroga fino al 31 dicembre 2025 le modalità di utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo della ricetta elettronica e di utilizzo presso le farmacie del promemoria della ricetta elettronica, estese all'invio del numero di ricetta elettronica (NRE) a mezzo di posta elettronica..
Tra le misure sanitarie approvate, un emendamento che stanzia 1 milione di euro per rafforzare i programmi di prevenzione del tumore al seno che andranno a potenziare gli screening regionali, ampliando la platea delle donne coinvolte. Il decreto prevede inoltre il prolungamento di alcune misure per contrastare la carenza di personale negli ospedali e sul territorio, oltre a possibili modifiche al nomenclatore delle prestazioni sanitarie, con effetti sulla gestione delle prescrizioni e dei rimborsi da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Resta centrale anche il dibattito sulla riforma dei medici di famiglia, con possibili interventi per regolamentare il loro ruolo nelle Case di Comunità previste dal Pnrr.
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