Politica e Sanità
25 Febbraio 2025Con un appello univoco, da sette associazioni di categoria denunciano l’illegittimità del meccanismo di ripiano della spesa sanitaria e chiedono al TAR del Lazio di dichiarare illegittimo il payback 2015-2018 per i dispostivi medici

Oggi il TAR del Lazio esaminerà i ricorsi presentati da oltre 1.800 imprese, sostenute da sette associazioni di categoria che hanno chiesto l’annullamento del payback 2015-2018. Con un appello univoco, Aforp, Confapi Salute Università Ricerca, Confimi Industria Sanità, Confindustria Dispositivi Medici, Conflavoro PMI Sanità, Coordinamento Filiera e Fifo Confcommercio denunciano l’illegittimità del meccanismo di ripiano della spesa sanitaria e chiedono al TAR del Lazio di dichiarare illegittimo il payback 2015-2018 per dare un futuro alle imprese dei dispositivi medici del Paese e dare tempo al Governo di cancellare la norma.
Secondo le aziende, il payback viola le normative europee sugli appalti pubblici e introduce retroattivamente tetti di spesa decisi nel 2019 su annualità già chiuse. La richiesta è chiara: il TAR deve dichiarare illegittimo il provvedimento per dare un futuro alle imprese e permettere al Governo di cancellare definitivamente la norma.
“Questa è l’ultima vera occasione – hanno dichiarato le 7 sigle di rappresentanza - per bloccare un meccanismo assurdo che farà morire un comparto fatto di innovazione, ricerca e sviluppo di prodotti che salvano e migliorano la qualità della vita degli italiani. Se le piccole e media imprese saranno costrette a chiudere o ridurre drasticamente le attività, le grandi imprese saranno costrette a ritirare i propri investimenti in Italia e a spostarli in altri paesi più attrattivi con un impoverimento della ricchezza, dell’occupazione e del Pil del nostro territorio. Tutte le imprese, già vessate dalla tassa dello 0,75% sul fatturato, dai costi esorbitanti dell’energia e dall’incubo dazi Usa, con l’ulteriore peso del payback potranno non riuscire a garantire le forniture di dispositivi medici agli ospedali con danni irreparabili per la Sanità, i cittadini e gli operatori sanitari”.
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