Politica e Sanità
11 Marzo 2025Per la Commissione dell'Albo nazionale dei tecnici di laboratorio biomedico, la Convenzione (Acn) che autorizza i farmacisti “a refertare i risultati delle analisi di prima istanza”, deve avvenire nel “rispetto degli standard di qualità e sicurezza”

Pur riconoscendo il ruolo centrale delle farmacie sul territorio, è fondamentale garantire che l’attuazione della Convenzione (Acn) che autorizza i farmacisti “a refertare i risultati delle analisi di prima istanza”, avvenga nel “rispetto degli standard di qualità e sicurezza”. Lo chiede la Commissione dell'albo nazionale dei tecnici di laboratorio biomedico (TSLB) della Federazione nazionale ordini (FNO) dei tecnici sanitari radiologia medica (TSRM) e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (PSTRP) che invita la Federazione degli ordini dei medici, e quella dei farmacisti a un confronto sul tema con le istituzioni.
La Commissione sottolinea che gli strumenti PoCT (Point-of-Care Testing) utilizzati nelle farmacie “consentono analisi rapide, ma presentano una maggiore variabilità rispetto ai prelievi venosi effettuati nei laboratori accreditati, aumentando il rischio di errori. Solo professionisti qualificati, come i TSLB, biologi e medici specialisti in patologia clinica, biochimica clinica e microbiologia clinica, possiedono le competenze necessarie per garantire referti affidabili”.
Le farmacie, afferma la Commissione “non sono strutture sanitarie e non possono certificare l’intero processo diagnostico: le analisi effettuate in questi contesti costituiscono solo una valutazione preliminare e non sostituiscono una diagnosi definitiva. Per questo, è essenziale che ogni referto sia validato da professionisti competenti, a garanzia della validazione tecnica e clinica”.
Per la Commissione è importante che ci sia un “distinguo tra servizi farmaceutici e diagnostici, evitando sovrapposizioni di competenze e garantendo ai cittadini prestazioni sicure e di qualità”. E indica le Case della comunità quale “modello ideale per potenziare l’assistenza diagnostica di prossimità. Le farmacie, invece, possono offrire un valido supporto tramite la telemedicina, senza sostituire le attività dei laboratori”.
Per affrontare il tema della sicurezza dei dati analitici nelle farmacie e garantire un’integrazione efficace tra farmacie e strutture sanitarie, la Commissione di albo nazionale dei TSLB propone un momento di confronto con il Ministero della salute, la Conferenza delle Regioni e le principali rappresentanze professionali - FOFI, FNOMCeO, FNO TSRM e PSTRP, FNOB - con l’obiettivo di assicurare standard qualitativi elevati nei servizi diagnostici e tutelare la salute pubblica con un approccio sinergico e rispettoso di ogni contesto e professione sanitaria.
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