Sanità
12 Gennaio 2026A Reggio Calabria un’indagine ha portato a 12 misure cautelari per una frode basata su forniture di gas medicale rimborsate dal Ssn. Nell’organizzazione figurano, secondo gli inquirenti, anche farmacisti insieme a medici e altri professionisti sanitari

Un’inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e dai Carabinieri del Nas ha scoperto una truffa sulle bombole di ossigeno mai consegnate ai pazienti, con costi scaricati sul Servizio sanitario nazionale e regionale. Dodici le misure cautelari per reati che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata ai danni del Ssn, fino al falso, al peculato e alla corruzione. Coinvolti, tra gli altri anche farmacisti, medici specialisti dipendenti dell’Asp, medici di medicina generale, faccendieri e pazienti conniventi.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, al centro dell’indagine vi sarebbe un’organizzazione strutturata che operava tra Reggio Calabria e la provincia, composta da soggetti appartenenti a una società di trasporto e distribuzione di gas medicale, dal responsabile commerciale regionale di una multinazionale del settore e da una rete di professionisti sanitari e intermediari. Tra questi, viene esplicitamente indicata anche la presenza di farmacisti, insieme a medici specialisti dipendenti dell’Asp, medici di medicina generale, faccendieri e pazienti conniventi.
Il meccanismo fraudolento si sarebbe basato sull’utilizzo di piani terapeutici, prescrizioni mediche e documenti di trasporto falsi, con i quali veniva attestata la consegna di bombole di ossigeno e altri dispositivi di gas medicale a pazienti compiacenti, ignari o addirittura inesistenti. In realtà, secondo la Procura, le forniture non sarebbero mai avvenute, mentre i relativi costi venivano rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e da quello regionale, generando un danno economico diretto per il sistema pubblico.
L’indagine ha portato all’applicazione di misure cautelari personali e interdittive nei confronti di 12 persone e al sequestro della società che gestiva la commercializzazione e la distribuzione del gas medicale, oltre al sequestro di somme di denaro nei confronti della multinazionale fornitrice. Gli inquirenti parlano di una frode sistemica, resa possibile dall’accesso abusivo ai sistemi informatici sanitari e dalla produzione di documentazione sanitaria falsa, che avrebbe consentito di costruire un flusso fittizio di forniture a carico del Ssn.
L’inchiesta, riportano agenzie e fonti stampa locali, è ancora nella fase delle misure cautelari e le responsabilità dovranno essere accertate nei successivi gradi di giudizio.
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