Politica sanitaria
13 Gennaio 2026Gli indirizzi di programmazione della Regione Lombardia per il 2026 stabilizzano la farmacia dei servizi, rafforzano la dematerializzazione delle prescrizioni, regolano il deblistering e avviano nuovi modelli di presa in carico dei pazienti cronici, a partire dal diabete, integrando le farmacie nella rete della sanità territoriale

La Lombardia archivia la fase delle sperimentazioni e inserisce stabilmente le farmacie nell’architettura del Servizio sanitario regionale 2026, puntando su ricetta dematerializzata, farmacia dei servizi, deblistering e nuovi modelli di presa in carico dei pazienti cronici, a partire dal diabete. È l’indirizzo che emerge dagli atti di programmazione approvati dalla Giunta regionale (Deliberazione n. XII/5589) e che ridisegna il ruolo della farmacia lombarda come nodo operativo della sanità territoriale, chiamata a combinare digitalizzazione, appropriatezza prescrittiva e servizi clinico-assistenziali di prossimità.
La Regione Lombardia fa della dematerializzazione completa delle prescrizioni uno degli obiettivi strategici del 2026 per la farmaceutica convenzionata. L’Allegato A della delibera chiarisce che non si tratta più di una semplice spinta alla digitalizzazione, ma di una vera politica di governo della spesa, dell’appropriatezza e dei flussi.
Nel documento si legge che, al netto delle eccezioni obbligatorie come la cannabis medica, nel 2024 sono state ancora utilizzate oltre 3 milioni di ricette cartacee, pari a circa il 5% del totale delle prescrizioni regionali, con impatti rilevanti su costi, errori e rallentamenti amministrativi.
Per questo motivo, la Regione stabilisce che “la riduzione del 50% dell’utilizzo delle ricette rosse RUR relative alle specialità medicinali è obiettivo strategico primario per il 2026 nell’ambito della gestione della Farmaceutica convenzionata”.
A rafforzare il cambio di paradigma, alcune molecole diventano obbligatoriamente prescrivibili solo in forma elettronica: “A partire dal 1° gennaio 2025 la prescrizione dei farmaci di seguito elencati dovrà avvenire SOLO su ricetta dematerializzata: Denosumab, Enoxaparina, GLP-1”.
Questo rende la farmacia un punto di snodo critico della transizione digitale perché una ricetta dematerializzata non corretta non è più solo un problema tecnico, ma un atto non rimborsabile dal SSR.
“La farmacia è direttamente coinvolta in questo processo che mira a ridurre i costi amministrativi del sistema, limitare errori prescrittivi e interpretativi e rendere più fluida e sicura l’erogazione dei farmaci” ha commentato in un’intervista s Il Giornale di Brescia Francesco Rastrelli presidente provinciale dell’Ordine dei farmacisti e delegato regionale della Fofi.
Il deblistering entra a pieno titolo nella programmazione sanitaria regionale come attività professionale strutturata della farmacia. L’Allegato A recepisce infatti la sentenza del Consiglio di Stato n. 992/2025, che qualifica il deblistering come un vero e proprio atto di regolazione sanitaria, affermando che è “volto ad assicurare livelli più elevati di aderenza terapeutica, così come di semplificazione nella gestione dei farmaci, soprattutto per pazienti cronici, anziani, politrattati”.
La stessa pronuncia, richiamata dalla Regione, chiarisce che “la predisposizione da parte della farmacia – una volta ricevuti dal cliente (privato o RSA o altro) i farmaci acquistati – di apposite confezioni personalizzate (blister o altro) è utile infatti – con il consenso dei pazienti e secondo le prescrizioni del medico curante – ad evitare errori nel percorso di cura, così da scongiurare rischi nell’assunzione di alcuni farmaci”. Su questa base, l’Allegato A stabilisce che “nell’attività di vigilanza e controllo svolta dai servizi farmaceutici ATS … rientra anche la verifica dell’attività di deblistering”, sancendo così che l’allestimento di confezionamenti personalizzati rientra tra le attività sanitarie soggette a controllo pubblico e a pieno titolo integrate nel perimetro del Servizio sanitario regionale.
La Farmacia dei servizi entra nel 2026 in una nuova fase, segnando il passaggio definitivo dalla sperimentazione alla piena integrazione nel Servizio sanitario regionale. L’Allegato A chiarisce che “il proseguimento dei servizi avviati nell’ambito del Progetto Ministeriale sperimentale La Farmacia dei Servizi, la cui conclusione è prevista per il 31 dicembre 2025, assume particolare rilievo, poiché la fine della sperimentazione e il conseguente passaggio a regime consentiranno di salvaguardare gli sforzi profusi da tutti gli operatori sanitari e stakeholder coinvolti nell’avvio dei servizi”.
I servizi che vengono stabilizzati comprendono analisi di 1° Istanza (Screening Colon Retto e Servizi di Telemedicina), Front Office (Servizi di Arricchimento del FSE, quali la Scelta e Revoca MAP e PLS, Acquisizione del Consenso Informato, Certificazione riferimenti (cellulare e-mail)) e Prevenzione e Profilassi (Somministrazione Vaccini).
Il passaggio a regime è accompagnato anche dal quadro normativo nazionale, che riconosce formalmente il ruolo sanitario delle farmacie: “Le farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale sono riconosciute come strutture eroganti prestazioni sanitarie e sociosanitarie”, con una quota vincolata di “50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026” destinata a finanziare tali attività. La continuità e l’eventuale ampliamento dei servizi saranno inoltre “formalizzati nel pieno rispetto dei dettami del vigente Accordo Collettivo Nazionale, con particolare riferimento al Capo III Farmacia dei Servizi”, sancendo l’ingresso strutturale delle farmacie nella rete dell’assistenza territoriale lombarda.
Su questo passaggio Rastrelli ha messo in evidenza “la continuità e la piena integrazione nel Ssr dei servizi erogati dalle farmacie, superando così la fase sperimentale” sottolineando che “a livello nazionale la stabilizzazione dei servizi è accompagnata da un riconoscimento delle farmacie come strutture sanitarie eroganti prestazioni sanitarie essenziali a pieno titolo”.
Un ulteriore ambito di importante novità è l'assistenza alle persone con diabete, un modello di presa in carico della cronicità in cui la farmacia entra nei processi di telemonitoraggio e in cui il farmacista, come evidenziato da Rastrelli “diventa un facilitatore del percorso di cura”.
La Regione prevede “l’avvio di un progetto sperimentale che sfrutterà gli eventi di ritiro dei presidi in farmacia”, trasformando il momento della dispensazione in un punto di raccolta dei dati clinici.
In questo contesto, si legge nel documento regionale, “il farmacista potrà, in modo sicuro e nel rispetto della privacy, acquisire dal dispositivo di monitoraggio dell’assistito i dati glicemici e renderli disponibili sulla piattaforma ASSIST@NT”. Il flusso informativo è governato da strumenti di analisi automatica: “Sulla piattaforma, un algoritmo analizzerà automaticamente i dati raccolti e notificherà al medico esclusivamente le situazioni rilevanti, permettendo di attivare un contatto con l’assistito per rimodulare la terapia in modo mirato e tempestivo”. A tutela dei ruoli professionali, la norma precisa inoltre che “i dati non saranno mai resi visibili al farmacista”, confermando che la farmacia opera come nodo di integrazione digitale e di supporto al percorso di cura, senza entrare nella valutazione clinica dei parametri.
A questo impianto regionale si affiancano le misure nazionali introdotte dal Decreto Semplificazioni e dalla Legge di Bilancio 2026 per i pazienti cronici, che prevedono ricette con validità fino a 12 mesi e un Fascicolo sanitario elettronico sempre più centrale, arricchito dal Dossier farmaceutico, attraverso il quale il farmacista potrà tracciare e registrare le terapie in corso.
Nei prossimi mesi, inoltre, anche il verbale di dimissione dal Pronto soccorso sarà evoluto per consentire l’avvio immediato della terapia acuta senza passaggi intermedi dal medico di famiglia o dalla continuità assistenziale. Sul piano operativo, inoltre, come ricordato da rastrelli “non è più necessario che il paziente si presenti in farmacia mostrando il proprio cellulare con il codice della ricetta dematerializzata. È sufficiente la tessera sanitaria: il farmacista accede al Fascicolo elettronico e recupera la prescrizione”.
Fonte:
https://omceomi.it/2026/01/09/programmazione-del-servizio-sanitario-regionale/29030/
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