allergie
13 Gennaio 2026Le allergie respiratorie sono in aumento, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, e derivano da un complesso squilibrio del sistema immunitario. Evidenze sperimentali e cliniche suggeriscono che la Low Dose Medicine, agendo su più livelli della risposta allergica, possa ridurre intensità e frequenza dei sintomi

Le allergie respiratorie, come la rinite allergica e l’asma allergico, rappresentano una delle condizioni di alterazione del Sistema Immunitario più comuni in Italia ed in Europa.
L’allergia è una condizione patologica complessa con un’origine e uno sviluppo molto articolati, e una sintomatologia estremamente multiforme. Origina da uno squilibrio del Sistema Immunitario (switch Th1/Th2), che può essere su base costituzionale o acquisita (fattori ambientali) e si dipana lungo un cammino patogenetico che conduce a manifestazioni di tipo infiammatorio. È proprio questa complessità che impone una rilettura degli approcci terapeutici attraverso soluzioni farmacologiche in grado di agire sui tanti passi della “marcia allergica” e non solo sulla desensibilizzazione dagli allergeni e sul trattamento della sintomatologia acuta.
Un primo lavoro di Ricerca di base2 ha dimostrato in un modello murino di Asma allergico gli effetti di citochine (IL-12 e IFN-gamma) low dose nel controllo dei marker di allergia (espressione citochinica ed eosinofilia) aprendo la strada per successive indagini cliniche.
Successivamente, un interessante studio clinico3 ha messo in luce in luce il potenziale dei farmaci a basso dosaggio (low dose) nel trattamento della rinite allergica stagionale. I risultati emersi dallo studio dimostrano come questi medicinali possano rappresentare una valida soluzione sia nella fase preventiva, sia nella fase acuta, contribuendo a contenere intensità e frequenza delle manifestazioni sintomatologiche.
La ricerca ha coinvolto 167 pazienti (maschi e femmine) tra i 5 e i 14 anni (età media 9 anni e 4 mesi). Tutti presentavano una storia clinica di rinite allergica stagionale da almeno un anno e un prick test positivo per allergeni stagionali. Sono stati esclusi i pazienti con rinite perenne, infezioni respiratorie in corso o patologie croniche come diabete, cardiopatie e insufficienza renale.
Il protocollo di studio prevedeva diverse visite: una prima valutazione a gennaio, circa due mesi prima del probabile esordio dei sintomi; una seconda visita al momento della comparsa della sintomatologia (sintomi nasali, oculari, generali), subito prima della terapia e comunque entro 90 giorni dall’inizio della terapia preventiva; una terza e una quarta visita rispettivamente dopo 4 e 8 settimane di trattamento. Per monitorare l’andamento clinico, è stato utilizzato un questionario che attribuiva un punteggio da 0 (assenza di sintomi) a 3 (sintomi gravi), prendendo in considerazione manifestazioni nasali, oculari e generali.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: il Gruppo A, trattato con medicinali low dose (Guna-Interleukin 12, Guna-Interferon gamma, Galium-Heel e Allergy plex N.29 come terapia di prevenzione, e Galium-Heel, Allergy plex 29, Luffa comp. -Heel ed Euphrasia-Heel come terapia sintomatica), e il Gruppo B, trattato con antistaminici e cortisonici di uso comune (Xyzal, Allergodil, Flixonase). I dosaggi variavano tra la fase preventiva e quella sintomatica.
I risultati sono stati sono stati i seguenti: all’arruolamento i pazienti di entrambi i gruppi erano asintomatici, ma al momento della comparsa dei sintomi il Gruppo A ha mostrato una riduzione più marcata della sintomatologia secondo uno score di intensità, con prevalenza di punteggio 1, mentre nel Gruppo B prevaleva lo score 2. Nei controlli successivi, a 4 e 8 settimane, entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti, ma nel Gruppo A la maggior parte dei pazienti ha raggiunto lo score 0, cioè assenza di sintomi.
Questi dati preliminari suggeriscono che la Low Dose Medicine possa rappresentare una valida opzione terapeutica in Allergologia: non si limita a controllare i sintomi acuti, ma agisce su più livelli; contribuisce, infatti, a desensibilizzare l’organismo verso specifici allergeni, a modulare l’alterata risposta immunitaria tipica dell’allergico, contribuendo a un controllo ampio sulla sintomatologia cronica.
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Fonti:
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