Qualità dell’assistenza
17 Marzo 2026Al convegno all’Istituto Superiore di Sanità il punto sul ruolo della relazione nella cura e sulla personalizzazione dei percorsi assistenziali. Presentati i risultati della seconda edizione del progetto PERLA, con il coinvolgimento di 9 regioni e 34 strutture certificate.

La qualità dell’assistenza non dipende soltanto dalle competenze cliniche, ma anche dalla capacità di costruire relazioni significative tra operatori sanitari, pazienti e famiglie: ascolto, empatia e personalizzazione dei percorsi di cura diventano così vere e proprie risorse in grado di migliorare gli esiti assistenziali e restituire centralità alla persona.
Questi i messaggi chiave emersi nel corso del convegno “La cura a misura di persona. Personalizzazione e qualità della relazione come risorse per la cura”, che si è svolto il 12 marzo nell’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità. In questo scenario si inserisce anche l’iniziativa “PERLA”, la prima certificazione per la cura a misura di persona, giunta alla sua seconda edizione.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Rocco Bellantone (Presidente dell’ISS) e Andrea Piccioli (Direttore Generale dell’ISS), seguiti dall’introduzione di Maria Luisa Scattoni (Centro Nazionale Malattie Rare ISS), che ha delineato il fil rouge dell’evento: riflettere su come la qualità della relazione possa diventare una risorsa concreta per la cura.
Molto significativa la lectio di Amalia Egle Gentile (Responsabile scientifico dell’evento, Centro Nazionale Malattie Rare ISS), che ha intrecciato medicina e arte per raccontare la cura come esperienza umana, prima ancora che clinica. Attraverso immagini e opere artistiche, è stato restituito il valore di uno spazio fatto di sguardi, gesti e presenza, capace di rappresentare la complessità dell’incontro tra chi cura e chi è curato. Come sottolineato da Cristina Cenci (Responsabile scientifico dell’evento, Digital Narrative Medicine), questo approccio ha contribuito a superare le rappresentazioni stereotipate della relazione sanitaria, aprendo a modelli più profondi basati su ascolto e condivisione.
Antonio Gaudioso (Presidente del Board scientifico di PERLA) ha ricordato, nel suo intervento, come il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione rappresenti solo il punto di partenza. Le basi di una sanità realmente orientata alla persona affondano nella Legge 833 del 1978, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Ed è proprio in questa prospettiva che si colloca PERLA, valorizzando il ruolo delle relazioni come elemento fondante della cura.
Il progetto è stato poi presentato da Cristina Cenci e Stefania Polvani (Board scientifico di PERLA), che hanno illustrato i risultati della seconda edizione: nel 2025 sono state raccolte 1.684 valutazioni in 9 regioni italiane, coinvolgendo contesti molto diversi – dall’oncologia alla cardiologia, dalla psichiatria alla riabilitazione, fino alle RSA e alle cure palliative. Sono state 34 le strutture che hanno ottenuto la certificazione, con una significativa presenza nella Regione Lazio.
Durante la tavola rotonda – con la partecipazione di FNOPI (Pietro Giurdanella), SIMeN (Marco Testa), Cittadinanzattiva (Tiziana Nicoletti), Fondazione Dignitas curae (Massimo Robiony) e UNIAMO (Annalisa Scopinaro) – si è discusso di cosa significhi concretamente costruire una cura a misura di persona: dal ruolo centrale di tutti i professionisti sanitari, con un importante focus sul ruolo degli infermieri, alle difficoltà dei contesti più complessi, come il pronto soccorso e la medicina d’urgenza, fino alle sfide dei territori più fragili.
La mattinata si è conclusa con la consegna del Premio PERLA, a cura di Mirella Taranto (ISS), e la consegna delle certificazioni, a cura di Stefania Polvani. Nel presentare i riconoscimenti, Stefania Polvani ha ricordato che “PERLA vuole essere un ringraziamento per ciò che queste strutture fanno ogni giorno per i cittadini”.
Un messaggio condiviso anche dagli operatori sanitari premiati, che hanno sottolineato come il riconoscimento ricevuto dai pazienti abbia un valore unico, ribadendo l’impegno a proseguire in questa direzione. Una conclusione che restituisce il senso dell’intero convegno: la qualità della cura nasce dall’incontro tra competenze e relazioni, e si costruisce ogni giorno nella pratica dell’ascolto, dell’empatia e della vicinanza.
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