Carenza farmaci
30 Aprile 2026Il tavolo riunitosi il 29 aprile al Ministero della Salute conferma che la situazione delle carenze è sotto controllo, ma richiede monitoraggio preventivo alla luce del conflitto in Iran. Dati di Cittadinanzattiva indicano indisponibilità temporanee diffuse ma gestite mentre l’industria dei farmaci equivalenti segnala rischi per la sostenibilità produttiva e chiede interventi mirati.

In Italia, a oggi, non c’è un’emergenza carenze di farmaci, ma è necessaria una vigilanza preventiva sulla filiera per garantire continuità nell’accesso alle terapie, alla luce delle tensioni internazionali, della guerra in Iran e dell’aumento dei costi di produzione. È questo il messaggio che emerge dal tavolo tecnico sulle carenze riunitosi ieri al Ministero della Salute.
Il confronto si inserisce in un contesto di crescente attenzione lungo tutta la filiera: da un lato le imprese, in particolare quelle dei farmaci equivalenti, segnalano il rischio di pressioni sui costi e sulla sostenibilità produttiva; dall’altro, i dati raccolti tra cittadini e farmacisti confermano un fenomeno diffuso di indisponibilità temporanee di medicinali, gestito nella maggior parte dei casi grazie alla capacità delle farmacie di individuare soluzioni alternative e garantire la continuità terapeutica, svolgendo di fatto una funzione di “ammortizzatore” del sistema.
Il tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci sul territorio nazionale, istituito su iniziativa del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato all’inizio del suo mandato, si è riunito nel pomeriggio del 29 aprile al Ministero della Salute con l’obiettivo di monitorare eventuali temporanee indisponibilità di medicinali e fare il punto sulle dinamiche in atto, anche alla luce del contesto internazionale, individuando possibili soluzioni condivise con tutti gli attori della filiera.
Al termine dell’incontro, Gemmato ha ribadito che la situazione resta sotto controllo e che le criticità attuali sono riconducibili in larga parte a carenze di singole specialità e non di principi attivi.
"Non ci sono carenze di farmaci e non ci sono all’orizzonte aumenti del prezzo. Attualmente le criticità in Italia sono quelle storiche e che vengono dall’Aifa compendiate e legate alla carenza di alcune molecole che vengono sostituite con molecole di biosimilari, ovvero importate da altri paesi europei dove questi farmaci sono disponibili. La situazione è assolutamente sotto controllo". Il sottosegretario ha inoltre precisato che “l’obiettivo è essere pronti ad assicurare a tutti i cittadini, anche in prospettiva, la possibilità di curarsi".
Nel corso del confronto è stato evidenziato come "molte volte la carenza non è legata al principio attivo, ma a una determinata marca di farmaco, per la quale esistono alternative terapeutiche", richiamando ad esempio il caso dell’amoxicillina, prodotta da diverse aziende.
In questo contesto, ha sottolineato Gemmato, è "fondamentale il ruolo del farmacista, che può proporre un’alternativa al paziente che si presenta al banco".
Diverso il caso dei medicinali privi di alternative terapeutiche e carenti a livello internazionale, per i quali "grazie alle procedure attivate dall’Agenzia italiana del farmaco, vengono reperiti in ambito europeo".
Dal lato dei cittadini, il Rapporto sulle farmacie di Cittadinanzattiva, presentato ieri a Roma, evidenzia un fenomeno diffuso ma con un’intensità percepita variabile, anche grazie alla capacità delle farmacie di intercettare e gestire le criticità. Secondo l’indagine, il 56,6% dei cittadini intervistati dichiara di non aver dovuto attendere la disponibilità dei farmaci abituali nell’ultimo anno, mentre il 26,6% ha sperimentato attese superiori al normale, pur compatibili con le proprie necessità; un ulteriore 10,6% ha vissuto ritardi incompatibili con il bisogno terapeutico. Complessivamente, oltre un terzo dei cittadini ha quindi sperimentato almeno una forma di tensione nella disponibilità dei medicinali, e circa uno su dieci ha affrontato un disagio rilevante, con possibili ripercussioni sulla continuità delle cure.
A livello politico, dai territori arriva intanto un monito sui possibili effetti della crisi internazionale sui costi e sulla disponibilità dei medicinali. In una nota, il PD Liguria segnala un aumento dei costi dei principi attivi fino al 30% nelle ultime settimane e richiama l’attenzione sul rischio di tensioni nella fornitura di alcune categorie di farmaci considerate particolarmente esposte, tra cui paracetamolo, antibiotici, antidiabetici e farmaci oncologici. Gli esponenti del partito sottolineano inoltre le possibili ripercussioni sulla diagnostica, legate alle difficoltà di approvvigionamento di materiali e risorse energetiche, e chiedono l’adozione di misure urgenti per garantire continuità nelle cure e accesso alle terapie.
Dal lato dell’industria dei farmaci equivalenti, Egualia ha espresso preoccupazione per i possibili effetti del conflitto in Medio Oriente sulla catena di approvvigionamento e sulla sostenibilità produttiva del comparto. In particolare, secondo il presidente Riccardo Zagaria, l’aumento della domanda internazionale e dei costi energetici e logistici sta già producendo pressioni sulla disponibilità dei medicinali
"Con l'esplosione della guerra in Iran i produttori di principi attivi hanno ricevuto un aumento di richieste da tutti i Paesi e noi stiamo registrando richieste maggiorate anche del 20-30%". Da qui la richiesta di un’attenzione specifica alle ricadute delle tensioni geopolitiche sulle politiche farmaceutiche nazionali: "Chiediamo una sensibilizzazione importante rispetto alle conseguenze della guerra in Iran per i farmaci. Ma anche di rivedere alcune scelte di policy, come la revisione del prontuario di cui ora si sta discutendo in Italia".
Pur riconoscendo la legittimità del processo di revisione, Zagaria ha avvertito che interventi su segmenti già fortemente orientati al contenimento della spesa potrebbero produrre effetti indesiderati, con un possibile aumento dei costi a carico dei cittadini.
Tra le criticità segnalate anche l’introduzione della cosiddetta doppia bollinatura prevista dal nuovo regolamento europeo sulla tracciatura, che per le imprese rappresenterebbe un ulteriore elemento di complessità operativa. In vista del tavolo ministeriale, l’associazione ha sottolineato l’importanza del confronto istituzionale, definendolo "un segno di attenzione molto positivo", ma ha ribadito la necessità di evitare ulteriori pressioni sui medicinali a basso costo e di adottare misure concrete per garantire la sostenibilità del settore: "In un momento complesso come questo, chiediamo aiuto e semplificazione".
Più in generale, Egualia ha richiamato l’urgenza di interventi strutturali a tutela dei farmaci a brevetto scaduto, ritenuti essenziali per assicurare continuità terapeutica e accesso alle cure, evidenziando che "i farmaci fuori brevetto richiedono misure tempestive per garantirne continuità produttiva e accessibilità" e che solo attraverso "un approccio coordinato" sarà possibile mitigare i rischi di ulteriori carenze e preservare la resilienza del sistema farmaceutico.
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