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Melanoma cutaneo: diagnosi, prevenzione, trattamento

Diffusione e varietà

Il melanoma può presentarsi in ogni parte del corpo incluso l'occhio, la cavità orale e le mucose dei genitali. Colpisce soprattutto intorno ai 40-50 anni con un continuo incremento dei tassi di incidenza e mortalità. La stima in Italia è di circa 3000 nuovi casi l'anno negli uomini, un po' meno nelle donne.

Le varietà sono:

  • melanoma a diffusione superficiale (70 per cento dei casi) è il più diffuso ed è caratterizzato dalla formazione di una lesione di colorito rosso-bruno-nerastro, dai margini piuttosto netti, che si estende lentamente. Ha come sede preferenziale il dorso negli uomini e le gambe nelle donne;
  • melanoma tipo lentigo maligna (5-10 per cento dei casi) insorge soprattutto negli anziani e si presenta come una macchia brunastra sul volto, tipo medaglione rotondeggiante;
  • melanoma lentigginoso è più raro nella popolazione di etnia caucasica ed localizzato alle estremità degli arti e sui palmi delle mani. Dopo alcuni anni diventa nodulare o si ulcera.
  • melanoma nodulare, colpisce gli uomini tra i 50 e 60 anni ed è la forma più aggressiva di questo tumore cutaneo. Si presenta come un nodulo bruno-nerastro a forma di cupola, a volte liscio a volte ulceroso.

Il decorso della malattia è variabile e dipende dall'invasione verticale delle cellule maligne e dalla loro diffusione ad altre regioni del corpo per via linfatica, dapprima con la formazione di metastasi in loco, poi ai lifonodi regionali, infine a fegato, reni, polmoni, ossa, cervello eccetera. La progressione è rapida solo nel melanoma nodulare, nelle altre tre varietà è più lenta.

Diagnosi
L'auto-esame periodico dei propri nei permette in molti casi di identificare lesioni o modificazioni sospette, per esempio un neo che prude o sanguina deve far scattare un campanello d'allarme. Le caratteristiche che consentono di porre il sospetto di melanoma sono state sintetizzate nell'acronimo ABCDE da utilizzare nell'analisi del nevo.

  • A corrisponde ad asimmetria, tracciando una linea immaginaria che passa per il centro della lesione, le due metà non sono sovrapponibili.
  • B corrisponde al bordo che appare frastagliato.
  • C corrisponde al colore variegato, tendente al nero o al rosso-blu.
  • D corrisponde a dimensioni maggiori di 6 mm
  • E corrisponde a evoluzione, in cui si registrano modifiche di forma, colore, dimensioni e superficie nel tempo.

Nel controllo annuale della pelle il dermatologo valuta la storia familiare e può identificare anche lesioni cancerose in una parte del corpo non facilmente raggiungibile. L'uso dell'epiluminescenza, una tecnica di ingrandimento e di illuminazione dei nevi, rende l'esame visivo delle pelle più accurato. In caso di sospetto si procede con una biopsia in cui si analizza al microscopio un campione prelevato dalla lesione.

Prevenzione
I principali fattori di rischio sono carnagione chiara, elevato numero di nevi melanocitici, familiarità ed esposizione ai raggi solari senza protezione. Anche in presenza di una componente ereditaria alcuni comportamenti possono ridurre il rischio di sviluppare questo tumore della pelle. Fin da bambini è molto importante evitare di esporsi al sole nelle ore più calde e proteggere la pelle con creme adatte al proprio fototipo, indossare cappelli e occhiali per evitare scottature e ustioni sul corpo e sul viso. L'utilizzo dei lettini e delle lampade abbronzanti è sconsigliato.

Prognosi e terapia
Le probabilità di guarigione dipendono dalla diagnosi precoce e peggiora in relazione all'aumentare dello spessore della lesione e all'invasione del derma. I melanomi cutanei sono classificati in base al sistema TNM in quattro stadi da I (prima della metastasi) a IV. Per le sue caratteristiche il melanoma può rimanere confinato per lungo tempo negli strati superficiali della pelle, quindi è raccomandabile l'asportazione chirurgica della lesione (escissione) prima che inizi la penetrazione delle cellule cancerose negli strati più profondi e la diffusione di metastasi. Per melanomi invasivi di spessore inferiore a 1 mm la sopravvivenza a 10 anni è del 90 per cento. In alcuni casi vengono rimossi anche i linfonodi circostanti. La radioterapia è utile come adiuvante alla chirurgia o se si ripresenta il melanoma, la chemioterapia viene utilizzata insieme con farmaci che stimolano il sistema immunitario a combattere il tumore in fase avanzata. Sono allo studio terapie immunoterapiche.

Domande essenziali

  • Da bambino si è scottato la pelle al sole?
  • Ci sono altri casi di melanoma in famiglia?
  • Quando ha controllato i nei l'ultima volta?

A cura di Marvi Tonus

 

Bibliografia:
Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro

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