Formazione
16 Ottobre 2020Il 17 ottobre 2020 è il giorno della Campagna Mondiale di Sensibilizzazione per la Lotta all'Ipertensione Arteriosa, promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League. Secondo i dati della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa, circa 15 milioni di italiani sono affetti da ipertensione arteriosa e solo la metà delle persone che hanno pressione alta ne sono consapevoli.
L'ipertensione arteriosa è un problema che colpisce in Italia in media il 37% degli adulti. Vediamo, insieme a Claudio Ferri, past president della Siia come la campagna "Abbasso la pressione" può essere un utile momento di screening.
Professor Ferri, perché è importante questa campagna?
Questa campagna è molto importante perché l'ipertensione è in Italia il primo fattore di rischio cardiovascolare nel determinare malattie come insufficienza renale, infarto del miocardio, infarto cerebrale. È anche una delle maggiori cause di disabilità conseguente a ictus. I dati mostrano che gli italiani non conoscono il loro valore di pressione arteriosa e ciò può trasformarsi in un killer silenzioso. Infatti, il problema maggiore dell'ipertensione è che raramente presenta sintomi evidenti: quindi anche chi è ha già una diagnosi di ipertensione non controlla a sufficienza i propri valori con regolarità. In questo contesto diventa fondamentale il ruolo della farmacia e dei farmacisti nel raggiungere un elevato numero di persone.
Qual è il ruolo del farmacista nel controllo della pressione arteriosa?
I farmacisti hanno un ruolo molto importante sia nell'identificare pazienti non ancora diagnosticati sia nella gestione dell'aderenza alla terapia. Coloro che sanno di avere la pressione elevata, secondo i dati ufficiali, non seguono adeguatamente la terapia e non controllano con regolarità i valori pressori. Facendo una stima, la metà di chi soffre di ipertensione non lo sa, e una metà di coloro che hanno già una diagnosi non segue adeguatamente la terapia e quindi non arriva a normalizzare la pressione.
L'ipertensione arteriosa è una patologia sottovalutata, qual è il suo reale impatto e quali i fattori di rischio?
Il principale fattore di rischio per sviluppare ipertensione è uno stile di vita inadeguato, cioè alimentazione scorretta e sedentarietà, abitudine al fumo, che porta a un insieme di patologie concomitanti, quali obesità, diabete, iperlipidemia. In Italia la prima causa di disabilità è rappresentata dall'ictus cerebrale e la pressione arteriosa è il primo fattore di rischio per lo scompenso cardiaco e per infarto ed emorragia cerebrale. Oggi la prima causa di insufficienza renale cronica, con conseguente necessità di dialisi, è rappresentata dal binomio ipertensione e diabete. Il ruolo del farmacista è cruciale perché può rilevare a un paziente totalmente asintomatico la presenza di pressione arteriosa.
Qual è il ruolo della farmacia, secondo lei, nell'educazione alla prevenzione e nella sensibilizzazione alla patologia?
Noi specialisti riusciamo a raggiungere un numero modesto di pazienti: la Società Italiana di Ipertensione arteriosa ha 124 centri accreditati che visitano pazienti ogni giorno, ma se pensiamo che la prevalenza dell'ipertensione arteriosa in Italia è circa del 32% nella popolazione adulta e del 9% al di sotto dei 20 anni, è chiaro che ci è impossibile raggiungere tutti. Se da una parte abbiamo bisogno della collaborazione stretta del medico di medicina generale e dell'assonanza di pensiero con gli altri specialisti, per esempio internisti e ginecologi, è dall'altra fondamentale l'aiuto del farmacista. Infatti, chi può aiutarci meglio di una figura professionale che vede dal bambino al grande anziano? E questa iniziativa, che si collega alla giornata mondiale, è una occasione per misurare la pressione anche a chi non è ancora paziente.
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