L’inquadramento del problema: le tre domande fondamentali da porre sulla sintomatologia
Di fronte a un cittadino che si presenta in farmacia lamentando disturbi intestinali, la prima domanda da porre per un inquadramento iniziale del problema è: «Soffre di uno o più problemi intestinali in questo momento o ne soffre regolarmente?». Dalle risposte ottenute dagli intervistati si è visto che il gonfiore e la diarrea, con percentuali sovrapponibili (22%), si configurano come i disturbi riferiti con maggiore frequenza. Con percentuali lievemente minori, e anch'essi con uguale prevalenza, si riscontrano il meteorismo e il dolore addominale (18%). Poco più di un individuo su dieci (11%), inoltre, lamenta la compresenza di tutti i disturbi citati a esclusione della diarrea, mentre nel restante 9% degli intervistati sono presenti tutti i sintomi. In linea generale questi riscontri possono giustificare i dati a supporto di una diffusione stabile dei problemi intestinali in tutte le fasce d'età.
La seconda domanda: tempo e frequenza Ottenute dal cittadino queste prime informazioni, il farmacista deve capire se ha di fronte un paziente con episodio acuto o con episodi ricorrenti. La domanda ottimale è: «Da quanto tempo durano i problemi che l'hanno colpita o quanto durano se si presentano regolarmente?». Un terzo degli intervistati (32%) non ha indugiato: alla prima manifestazione dei disturbi, o entro pochi giorni, cerca un rimedio, probabilmente perché ne avverte l'impatto sulla normale vita quotidiana. Un gruppo (18%), pari a poco più della metà del precedente, è formato da persone che si rivolgono al farmacista quando i disturbi persistono da oltre 7 giorni. Questo dato non distingue tra quanti chiedono aiuto se i rimedi frattanto adottati non sono stati efficaci rispetto a chi si reca spesso in farmacia; essendo un'indagine trasversale si può ritenere che buona parte di questi soggetti abbiano già provato a intervenire sui disturbi. Ci sono poi utenti della farmacia che affermano di avere disturbi ricorrenti. In quasi un individuo su tre (28%) i disturbi sono regolari (quasi di carattere ciclico) e durano diversi giorni, mentre in due su dieci (22%) sono occasionali e si presentano solo in momenti o situazioni stressanti.
La terza domanda: individuare la causa Al cittadino va poi chiesto: «I sintomi dei problemi intestinali di cui soffre sono comparsi a seguito di una specifica situazione». Un periodo particolarmente stressante è la ragione più spesso chiamata in causa (28%), mentre il 23% degli intervistati ha ammesso errori o eccessi dietetici (dieta poco equilibrata e ricca in zuccheri). Significativa la quota (18%) di quanti stanno seguendo, o hanno da poco terminato, un trattamento antibiotico e quella di chi (17%) ha smesso di fare attività fisica e ha una vita più sedentaria. Curioso il motivo del restante 14%: il rientro da un viaggio. Non si può affermare se si tratti di uno spostamento di lavoro, magari legato a stress da carico di impegni, o il ritorno da una vacanza con possibili difficoltà di riadattamento al clima e al ritmo di vita abituale.
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