infezioni
23 Febbraio 2026Dalla distinzione tra forme virali e batteriche all’uso di Centor score e tampone per lo streptococco, fino alla scelta tra terapia topica e sistemica: il farmacista come primo filtro clinico nella gestione appropriata del mal di gola

Il mal di gola è tra i sintomi più frequenti al banco e richiede una valutazione attenta per distinguere le forme autolimitanti da quelle che necessitano di invio al medico. Nella gestione in farmacia, il farmacista svolge un ruolo di primo filtro clinico, basato su ascolto, valutazione dei sintomi e uso di strumenti validati.
“I primi elementi da indagare sono essenzialmente tre: la durata, l’intensità dei sintomi e l’esordio – dice Paolo Levantino, farmacista clinico e consulente scientifico – questi tre elementi sono fondamentali perché ci permettono di orientare tra una forma lieve autolimitante e un quadro che invece richiede una maggiore attenzione”.
La maggior parte dei mal di gola è di origine virale, con esordio graduale e risoluzione spontanea, mentre le forme batteriche sono meno frequenti ma più intense e persistenti. “Ma non dobbiamo dimenticare anche altri campanelli di allarme o red flag che impongono l’invio al medico – spiega il farmacista – ovvero nausea, vomito, dolore severo o persistente, essudato tonsillare, linfonodi gonfi, otalgia e gonfiore al collo”.
Accanto alla valutazione clinica, oggi la farmacia dispone di strumenti utili per orientare la gestione. “Il primo tra questi è sicuramente il Centor score un sistema di scoring che consente di stimare la probabilità che il mal di gola abbia natura virale o batterica”.
Nei casi con punteggio intermedio o elevato può essere indicato il tampone per lo streptococco, contribuendo a ridurre l’uso inappropriato di antibiotici e gli invii non necessari dal medico.
Sul piano terapeutico, l’approccio deve essere modulato in base all’intensità dei sintomi. “Nelle forme di mal di gola lieve, localizzato e senza sintomi sistemici rilevanti, l’approccio terapeutico prevede un trattamento topico che rappresenta la prima scelta – aggiunge Levantino – perché agisce direttamente sul sito dell’infiammazione, controlla rapidamente il dolore e non comporta esposizione sistemica”. La terapia sistemica è invece riservata ai casi più intensi o non controllati dal trattamento locale, prestando attenzione ai rischi di automedicazione non guidata.
In questo contesto la farmacia rafforza il proprio ruolo nella gestione territoriale dei disturbi minori. “La farmacia rappresenta un primo punto di valutazione per il paziente, un filtro clinico – conclude – l’ascolto attento, l’analisi dei sintomi e l’utilizzo di test validati sono essenziali per distinguere tra situazioni gestibili in farmacia e quelle che richiedono consulto medico”. Un modello che si fonda sulla collaborazione tra professionisti sanitari, sull’uso di protocolli validati e sulla formazione continua, con l’obiettivo di garantire appropriatezza, sicurezza e migliore presa in carico del paziente.
Con il contributo di Angelini Pharma S.p.A. .
23/02/2026
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