Farmacisti
25 Gennaio 2024 Il sostegno dei farmacisti alle associazioni dei pazienti può migliorare gli esiti clinici per il paziente e favorisce la collaborazione tra operatori sanitari

La collaborazione con le associazioni a difesa dei pazienti offre ai farmacisti l’opportunità di avere un impatto significativo a livello di assistenza sanitaria. Essere coinvolti con le associazioni, infatti, non solo migliorerebbe gli esiti clinici dei pazienti, ma consentirebbe ai farmacisti di espandere la loro rete professionale. È quanto evidenzia, in un articolo su PharmacyTimes, Maimah Karmo, fondatrice della Tigerlily Foundation, una Patient Advocacy Orgnization americana impegnata nella salute delle donne e nella sensibilizzazione verso il tumore del seno.
Le modalità di collaborazione
Secondo l’esperta, la tutela del paziente merita attenzione da parte del farmacista al pari della dispensazione dei farmaci e ha un impatto ampio sugli esiti sanitari. Il farmacista, collaborando con le organizzazioni a tutela dei pazienti, infatti, contribuirebbe a migliorare l’accesso e la qualità dell’assistenza sanitaria.
La collaborazione si può instaurare sotto diversi aspetti. Il farmacista può fornire consulenza sui farmaci, contribuendo alla formazione dei pazienti e a scelte consapevoli. In particolare, il farmacista può realizzare materiali di approfondimento, partecipare a workshop e tenere presentazioni sui vari farmaci in merito al loro utilizzo, a potenziali eventi avversi e ad eventuali interazioni.
A fianco delle associazioni di pazienti, poi, il farmacista può sostenere l’accesso equo ai farmaci, promuovendo politiche e programmi che aumentino l’accesso a medicinali a prezzi accessibili, nonché partecipando alle discussioni sulla trasparenza. In questo, infatti, le organizzazioni hanno spesso un ruolo cruciale nel portare a cambiamenti di politica sanitaria e promuovere l’assistenza centrata sul paziente, con i farmacisti che possono contribuire anche allo sviluppo di linee guida basate sull’evidenza, come evidenzia Karmo.
I vantaggi del coinvolgimento delle organizzazioni di difesa dei pazienti
Diversi sono i vantaggi lato farmacista e lato paziente di questa collaborazione. Il paziente ha la possibilità di vedere migliorata la cura, mentre i farmacisti possono continuare ad ampliare le attività di assistenza sanitaria cui si dedicano. Una ricerca pubblicata sul Canadian Pharmacists Journal ha mostrato che i servizi forniti dai farmacisti migliorano gli esiti dei pazienti. Inoltre, la collaborazione con le associazioni di pazienti consente di capire meglio le loro esigenze e le loro preoccupazioni e questa conoscenza potrebbe determinare un’assistenza più empatica e incentrata sul paziente. Di contro, collaborare con le associazioni consente ai farmacisti di amplificare la loro voce su importanti questioni sanitarie e di contribuire alle campagne di sensibilizzazione del pubblico. Infine, un vantaggio sta anche nella possibilità di costruire reti professionali che aprono le porte a nuove collaborazioni.
Per saperne di più
Can Pharm J (2015);148(3):138-141
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