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Europa

30 Gennaio 2024

Carenze farmaci, impatto sui farmacisti: 10 ore settimanali per gestirle. La survey del Pgeu

Il report PGEU fotografa la situazione nell’UE sulla carenza dei medicinali nel 2023: situazione peggiorata e in farmacia impiegate 10 ore a settimana per affrontare il problema

di Redazione Farmacista33


Carenze farmaci, impatto sui farmacisti: 10 ore settimanali per gestirle. La survey del Pgeu

Il peggioramento delle carenze di medicinali in tutti paesi UE rispetto all’anno precedente, influenza negativamente la fiducia dei pazienti nella catena farmaceutica. La mancanza di antinfettivi ad uso sistemico è una delle carenze più diffuse e in alcuni Stati sono più di 600 i medicinali mancanti. Inoltre, in media farmacisti dedicano quasi 10 ore a settimana per gestire la situazione con soluzioni che possono richiedere ulteriore tempo (una nuova prescrizione, allestimento di farmaci magistrali). Questi sono alcuni dei risultati della survey annuale condotta dalla Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU), sotto la quale si raggruppano le associazioni dei farmacisti di ogni paese europeo, dal titolo “PGEU Medicine Shortages Report 2023”. Il report ha mappato l'impatto delle carenze di medicinali in Europa dal punto di vista dei farmacisti di comunità.

Nel 2023 tutti i Paesi hanno riscontrato carenze e la maggior parte riportano un peggioramento
Il sondaggio sul 2023, aperto a tutte le organizzazioni membro della PGEU, è stato condotto tra il 4 dicembre 2023 e il 17 gennaio 2024 e 26 membri della PGEU, tra cui l’Italia, hanno risposto alla survey. Con il termine "carenza di medicinali" si intende - si precisa nel documento – “ogni incapacità (temporanea) di una farmacia comunitaria di fornire ai pazienti il prodotto medicinale richiesto a causa di fattori al di là del loro controllo, che richiede la dispensazione di un agente alternativo o addirittura l'interruzione di una terapia medica in corso”. Nella survey le carenze di combinazioni di farmaci e dispositivi sono state considerate come carenze di "medicinali".

Il primo dato che emerge è che negli ultimi 12 mesi, tutti i paesi che hanno risposto al sondaggio, hanno sperimentato carenze di medicinali nelle farmacie di comunità e la maggioranza (65%) ha notato un peggioramento della situazione rispetto al 2022. Se in alcuni casi, la situazione è rimasta invariata (23%), una percentuale minore di paesi ha segnalato miglioramenti positivi (12%).  

Antibiotici e dispositivi medici carenti
In confronto all'anno precedente, i dati e i feedback dei farmacisti indicano un peggioramento della situazione con un numero crescente di paesi che segnalano un crescente numero di medicinali scarsamente disponibili nel corso dell'anno. Le carenze di antinfettivi a uso sistemico (come gli antibiotici) sono state riscontrate in tutti i paesi e sono i medicinali più frequentemente mancanti, seguiti da quelli del sistema cardiovascolare, respiratorio e nervoso. Nel 27% di paesi che hanno partecipato al sondaggio l'elenco dei medicinali in carenza superava i 600 al momento del completamento del sondaggio. Il 69% dei paesi che hanno contribuito allo studio di quest'anno ha segnalato carenze di dispositivi medici nelle farmacie di comunità, riflettendo un leggero aumento rispetto al dato dell'anno precedente (66%). Queste carenze interessano tutte le categorie di dispositivi medici, tuttavia, in soli 2 paesi esistono sistemi di monitoraggio dedicati, rendendo difficile avere un quadro chiaro della situazione in Europa.

Disagi per pazienti e farmacie: 10 ore a settimana dedicate alla gestione

Tutti i paesi hanno indicato che le carenze di medicinali causano disagio ai pazienti e le conseguenze più percepite includono: interruzioni del trattamento (segnalata 88% dei paesi), aumenti dei pagamenti a carico del paziente a causa di alternative più costose o non rimborsate (73%), e trattamenti subottimali con ridotta efficacia (73%). Nella maggior parte dei paesi (92%), le carenze di medicinali causa un danno economico alle farmacie per la quantità di tempo investito nell’affrontare la situazione e per le crescenti responsabilità amministrative (81%). I farmacisti segnalano anche effetti negativi come: la diminuzione della fiducia dei pazienti (77%) e la riduzione della soddisfazione dei dipendenti (73%). È importante notare che quasi tutte queste percentuali hanno registrato un aumento rispetto all'anno precedente.

"Nonostante gli sforzi continui dei farmacisti nel trovare soluzioni – commenta il presidente della PGEU, Aris Prins, in una nota, -  le carenze lasciano ancora molti pazienti senza il trattamento prescritto. Questa situazione causa frustrazione e disagio per i pazienti, erode la fiducia in farmacisti e nel sistema sanitario. Causano anche stress per il personale di farmacia e impongono un ulteriore carico amministrativo nel lavoro quotidiano delle farmacie".

Secondo la survey, le farmacie nell'UE hanno dedicato durante il 2023 in media quasi 10 ore a settimana per affrontare le carenze di medicinali, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. Questo dato è il più alto registrato nelle indagini sulle carenze di medicinali PGEU dal loro inizio nel 2013. Le soluzioni disponibili per i farmacisti comunitari in caso di carenze variano significativamente tra i paesi europei. Infatti, la sostituzione con medicinale equivalente (92% dei paesi), l’allestimento di preparazioni magistrali (50%) e l'adattamento della terapia e della posologia quando lo stesso medicinale è disponibile in una diversa concentrazione (50%) sono soluzioni comunemente consentite in molti paesi europei. Tuttavia, è importante notare che alcune di queste opzioni possono essere soggette a restrizioni, ad esempio, la richiesta di una nuova prescrizione e può richiedere tempo sia per il paziente che per il farmacista.

Prins: necessaria una catena di approvvigionamento più resiliente

Le principali cause delle carenze sono state: l’interruzione/sospensione del processo produttivo (65%), le strategie nazionali di prezzi e approvvigionamento (ad esempio, politiche di appalto) (62%) e l'aumento inaspettato/elevato della domanda di medicinali (50%), come nel caso delle formulazioni pediatriche degli antibiotici. Tuttavia, solo nel 69% dei paesi esistono sistemi di segnalazione per le carenze che possono essere utilizzati dai farmacisti di comunità, ma nei restanti casi non esiste ancora un sistema di questo genere utilizzabile dai farmacisti. "La riforma della legislazione farmaceutica dell'UE - aggiunge Prins - è un'opportunità unica per costruire una catena di approvvigionamento più resiliente e migliorare la prevenzione, il monitoraggio e la gestione delle carenze. Tuttavia, abbiamo bisogno di misure più immediate per affrontare questo problema cronico e invertire la tendenza negativa che i farmacisti denunciano da oltre un decennio. Chiediamo una notifica più tempestiva delle carenze, informazioni più tempestive ai farmacisti e una ridistribuzione più equa dei medicinali tra i paesi”.  

Per saperne di più:
https://www.pgeu.eu/publications/pgeu-medicine-shortages-report-2023/  

TAG: FARMACISTI, CARENZA DI FARMACI, PHARMACEUTICAL GROUP OF THE EUROPEAN UNION (PGEU), EUROPA, FARMACI, PGEU

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