diabete
06 Agosto 2024Oltre l’80% delle persone a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 non ha una storia familiare della malattia: lo screening è fondamentale per prevenire forme avanzate

Il diabete di tipo 1 non è necessariamente associato a fattori genetici. Per questo, è fondamentale informare i pazienti sui sintomi e invitarli a sottoporsi al test precoce, sia in presenza che in assenza di una storia familiare della malattia. Lo ha spiegato Kristian Hurley, vicepresidente dell’associazione americana dedicata alla patologia Beyond Type 1, in un’intervista a Pharmacy Times.
Nell’intervista, l’esperto sottolinea che il diabete di tipo 1 si sviluppa in 3 fasi, ma la maggior parte delle persone non ne è a conoscenza e non sa che la progressione della malattia si può prevenire. Di conseguenza, alla gran parte dei pazienti il diabete di tipo 1 viene diagnosticato allo stadio 3, che è spesso caratterizzato da livelli molto alti di glucosio nel sangue, per cui si deve iniziare subito l’insulina. Inoltre, se la diagnosi arriva tardi, vi è un’elevata probabilità che la persona possa andare incontro a complicanze, molto spesso in un contesto di emergenza. Per questo, secondo Hurley, è molto importante che le persone si sottopongano a screening preventivamente, in modo da evitare di arrivare a una situazione di crisi. E i farmacisti, come professionisti sanitari che hanno uno stretto rapporto con i cittadini, sono in una posizione chiave per sensibilizzare.
Lo screening consiste in un semplice esame del sangue che rileva la presenza degli autoanticorpi specifici del diabete di tipo 1 già negli stadi 1 e 2 della malattia, quindi prima che si manifestino sintomi e prima che si abbia bisogno dell’insulina o di manifestare complicanze. Tuttavia, l’esperto evidenzia che c’è una scarsa consapevolezza di questo test, anche in ambito sanitario, che può rilevare la presenza del diabete di tipo 1 in assenza dei sintomi.
Del resto, oltre l’80% delle persone a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 non ha una storia familiare di diabete di tipo 1, per cui tutti sono a rischio. Tuttavia, chi ha un familiare stretto affetto dalla malattia metabolica - un genitore, un fratello o un figlio -, ha una probabilità di sviluppare il diabete di 15 volte più alta e tutti, secondo Hurley, devono esserne consapevoli. Infine, il diabete di tipo 1 si sta diffondendo sempre di più nelle popolazioni svantaggiate e a livello di etnie nere e ispaniche e anche l’età alla diagnosi sta aumentando: se prima arrivava, in media, a 13 anni, ora si vedono persone diagnosticate molto più comunemente intorno ai 30 anni, che è un altro aspetto del fenomeno poco noto, come conclude l’esperto.
Fonte
Pharmacists can provide vital information about type 1 diabetes screening
https://www.pharmacytimes.com/view/pharmacists-can-provide-vital-information-about-type-1-diabetes-screening
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