Vaccini
19 Novembre 2024In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro della cervice uterina che ricorre il 17 novembre, SItI e Aiom hanno presentato un documento con proposte per ampliare la copertura vaccinale contro Hpv

Se la strategia più efficace per contrastare lo sviluppo di tumori correlati all’infezione da Hpv (Papillomavirus umano) è aumentare la copertura vaccinale, va ampliato anche l’accesso alla vaccinazione individuando nuovi siti vaccinali e tra questi vanno incluse anche le farmacie dei servizi che già svolgono vaccinazioni antinfluenzali e anti-Covid e che hanno avviato, per ora solo localmente, la sperimentazione con il vaccino anti-Hpv. Coinvolgere le farmacie nella campagna vaccinale anti-Hpv è una delle proposte avanzate dalla SItI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) e dalla Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in un appello rivolto alle Istituzioni in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro della cervice uterina che ricorre il 17 novembre.
“Chiediamo al Governo interventi mirati di salute pubblica e l’impegno per l’approvazione di un Piano Straordinario per l’eliminazione dei tumori Hpv correlati attraverso il Recupero delle vaccinazioni anti-Hpv e dello screening cervicale. Bisogna abbassare il tasso di incidenza di questa neoplasia a meno di 4 casi su 100mila”, questo il messaggio delle due organizzazioni.
In Italia oltre 2.2 milioni di giovani non sono protetti contro l’Hpv e corrono il rischio di contrarlo e di diffonderlo, inoltre l’11% delle donne, tra i 25 e i 64 anni, non ha mai fatto il Pap test per lo screening del tumore alla cervice uterina e il 13% non lo ha fatto negli ultimi 3 anni. Con questi dati si allontana l’obiettivo proposto dall’Oms di eliminare il carcinoma cervicale nei prossimi anni.
Ogni anno ci sono oltre 7.500 casi di neoplasie provocate dal Papillomavirus, ha sottolineato Alessandra Fabi, membro del direttivo nazionale AIOM durante il convegno “Le azioni per un’Italia Hpv-Free entro il 2030” che si è tenuto alla Camera, in occasione della Giornata mondiale per iniziativa dell’Onorevole Annamaria Patriarca (membro Commissione Affari Sociali di Montecitorio).
“Non vi è solo il carcinoma della cervice uterina – ha detto Fabi - ma anche quote rilevanti di quello all’ano, vulva, vagina, pene, orofaringe, cavo orale e laringe. Bisogna poi aggiungere altri casi di malattie come le displasie cervicali, i condilomi ano-genitali o le papillomatosi respiratorie ricorrenti. Ridurre l’incidenza di tutte queste patologie è possibile fino a eradicarle completamente. Vi sono già esempi virtuosi di alcuni Paesi, tra cui l’Australia, che stanno raggiungendo un obiettivo importante e soprattutto non impossibile. Vanno però presi subito alcuni provvedimenti per incentivare e potenziare la prevenzione oncologica primaria e secondaria”.
Fondazione AIOM e SItI hanno presentato un documento alcune proposte concrete da attuare a livello nazionale e regionale.
Si chiede di raggiungere elevate coperture vaccinali entro il 14esimo anno di vita attraverso diversi sistemi.
Il vaccino, come ricordato da Enrico Di Rosa, Vicepresidente SItI può prevenire fino a oltre il 90% di tutti i casi di tumori associati all’Hpv e viene somministrato regolarmente, e in totale sicurezza, a milioni di giovani, maschi e femmine in tutto il mondo. “In Italia però i dati d’immunizzazione sono ancora bassi e comunque lontani dall’obiettivo di copertura del 90% raccomandato. Per le due ultime coorti di nascita del 2010 siamo solo al 38% di copertura raggiunto fra le femmine e al 31% registrato tra i maschi. Persistono poi all’intero del territorio nazionale forti differenze tra i tassi riscontrati nelle diverse Regioni. Vanno promosse maggiormente le immunizzazioni e questa attività deve coinvolgere medici di medicina generale, pediatri, farmacie, specialisti e prevedere il coordinamento dei dipartimenti prevenzione. Bisogna ampliare l’accesso ai servizi di vaccinazione anti-Hpv attraverso l’individuazione di nuovi siti vaccinali, incluse le farmacie dei servizi. Si possono organizzare open day e altre giornate, dedicate alla prevenzione, utilizzando ogni occasione di screening cervicale per proporre ed effettuare gratuitamente la vaccinazione anti-Hpv. Questa deve essere rivolta in particolare alle donne, d’età compresa tra i 30 e i 40 anni, non ancora vaccinate e che partecipano allo screening”.
Secondo questa visione le farmacie, in sinergia con i medici di medicina generale, i pediatri e gli specialisti, possono lavorare sotto il coordinamento dei dipartimenti di prevenzione per garantire un approccio uniforme e efficace.
In questa direzione a livello regionale si registrano già delle iniziative: la regione Marche, per esempio, ha approvato uno schema di accordo sperimentale con le associazioni di rappresentanza delle farmacie per la somministrazione del vaccino anti-Hpv a partire da gennaio 2025 nell’ambito del Piano Socio-Sanitario Regionale 2023-2025, proprio per “una maggiore capillarità del servizio e un aumento significativo del numero dei vaccinati”.
A livello professionale, è stato di recente accreditato presso Agenas, ed è disponibile online dal 13 novembre, il nuovo corso di formazione per i farmacisti sulle vaccinazioni, tra le quali è incluso anche quella contro Papilloma Virus.
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