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19 Dicembre 2024Le sigle sindacali dei farmacisti di parafarmacie (Culpi, Fedefardis, MNLF e Unaftisp) propongono il modello tedesco per rilanciare la professione del farmacia e una raccolta firme per una per una legge di iniziativa popolare

In Italia per rilanciare la professione del farmacista andrebbe adottato un modello simile a quello tedesco che permette a qualsiasi farmacista di aprire una farmacia, previa autorizzazione del Land, eliminando la necessità di concorsi o ereditarietà e favorendo maggiore libertà imprenditoriale. A lanciare la proposta, basata sul coinvolgimento diretto dei cittadini con una raccolta firme “per una legge di iniziativa popolare” sono le sigle sindacali dei farmacisti di parafarmacie (Culpi, Fedefardis, MNLF e Unaftisp): “I dati riportati da uno studio di Mediobanca del 2022 confermano la notevole differenza tra il mercato farmaceutico tedesco e quello italiano, evidenziando vantaggi significativi del modello tedesco in termini di fatturato, occupazione, salari e costi per il cittadino”.
La nota richiama le criticità che la professione del farmacista sta attraversando in tutta Europa legate a mancanza di personale, burnout, basse prospettive di carriera e retribuzione spesso insufficiente. Le sigle segnalano anche che la vendita di farmacie private a fondi esteri, e la “conseguente fuga dei farmacisti titolari, sta trasformando profondamente il settore, con effetti preoccupanti”. In particolare, denunciano una serie di effetti: le grandi catene tendono a standardizzare i servizi e a ridurre il ruolo del farmacista come consulente sanitario. Questo rischia di trasformare il farmacista in un semplice operatore addetto alla vendita. Le farmacie perdono la dimensione locale e personale, in favore di logiche di profitto rispetto al rapporto umano con i pazienti. Le farmacie in aree meno redditizie potrebbero essere chiuse o trasformate, lasciando intere comunità senza un presidio sanitario accessibile. Con l’ingresso di grandi gruppi, il settore rischia di diventare un oligopolio ed “elimina anche quel processo di compra-vendita tra farmacisti che poteva costituire una strada per arrivare alla titolarità.
La mancanza di attrattività del settore si riflette chiaramente nei numeri degli iscritti ai corsi di laurea in Farmacia, che sono in costante calo: “Gli studenti preferiscono orientarsi verso percorsi alternativi”. Le sigle sottolineano che una “opportunità di indipendenza professionale è rappresentata dalle parafarmacie” ma “ma devono fare i conti con una legislazione penalizzante e una concorrenza impari. Da anni, le parafarmacie denunciano un trattamento discriminatorio rispetto alle farmacie tradizionali”.
Le sigle sindacali propongono come soluzione per salvare la professione del farmacista l'adozione di un sistema simile a quello tedesco. In Germania, spiegano, la legge permette a qualsiasi farmacista che voglia intraprendere una carriera da titolare di aprire la propria farmacia dove desidera, previa autorizzazione del Land di appartenenza.
E richiamano i dati di uno studio Mediobanca del 2022 evidenziano i vantaggi del modello tedesco: le farmacie fatturano tre volte di più rispetto a quelle italiane, i farmacisti dipendenti percepiscono salari circa doppi e l’occupazione è più elevata. Inoltre, i farmaci hanno prezzi inferiori sia per quelli da banco sia per i generici da prescrizione.
Secondo queste sigle, il sistema tedesco garantirebbe:
Riconoscimento della professionalità del farmacista: la possibilità di aprire una farmacia senza dover partecipare a fumosi concorsi o dipendere da un’eredità familiare restituirebbe dignità e indipendenza ai farmacisti. Questo riconoscimento non solo rafforzerebbe il valore della professione, ma migliorerebbe anche la percezione pubblica del ruolo del farmacista come punto di riferimento per la salute.
Aumento delle opportunità per i giovani: La rigidità del sistema attuale, dominato da grandi catene e farmacie familiari, scoraggia i giovani laureati. Un modello di libera apertura offrirebbe nuove prospettive imprenditoriali, stimolando i giovani a scegliere questa carriera e contrastando il calo degli iscritti ai corsi di laurea in Farmacia.
Miglioramento della concorrenza e del servizio: un mercato più aperto favorirebbe la concorrenza, incentivando una maggiore qualità del servizio offerto ai cittadini. I farmacisti, liberi di aprire le proprie attività, sarebbero più motivati a innovare e a rispondere alle esigenze locali.
Un’opportunità per il futuro: l’adozione di un sistema ispirato al modello tedesco potrebbe rappresentare una svolta decisiva per un settore che rischia di perdere attrattiva e rilevanza. Con le giuste riforme, il farmacista italiano potrebbe finalmente trovare le condizioni per esercitare la propria professione con dignità e soddisfazione, aprendo nuove strade per una generazione di giovani desiderosi di contribuire al benessere della società.
Su queste premesse lanciano la proposta di una raccolta firme, cioè il coinvolgimento
diretto dei cittadini, “per una legge di iniziativa popolare potrebbe rappresentare una soluzione concreta per superare le resistenze istituzionali e stimolare un dibattito serio e approfondito a livello nazionale”.
“L’iniziativa popolare, garantita dalla Costituzione, consente ai cittadini di proporre una legge al Parlamento attraverso il supporto di almeno 50.000 firme. Questo strumento democratico non solo dà voce a istanze ignorate, ma può anche esercitare una forte pressione sull’agenda politica, costringendo i decisori a confrontarsi con temi che altrimenti rimarrebbero marginalizzati”.
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