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26 Febbraio 2025Presentato a Roma da Cittadinanzattiva e Federfarma il VII Rapporto sulla Farmacia. I dati sono stati raccolti tra settembre e dicembre 2024 in 1.600 farmacie e con 1.200 cittadini

La Farmacia dei Servizi cresce e registra un’espansione significativa, con una crescente partecipazione delle farmacie alla sperimentazione, che negli ultimi due anni ha raggiunto quota 73,8%. Lo screening per il tumore al colon-retto ha visto un’impennata di adesioni, mentre la telemedicina emerge come l’area in maggiore crescita, con un forte aumento dei servizi di telemonitoraggio e telecardiologia. Anche il servizio CUP si diffonde sempre più. Tuttavia, restano criticità: l’impegno delle farmacie nel supporto all’aderenza terapeutica è limitato, frenato da ostacoli burocratici, mentre il coinvolgimento nei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata rimane marginale e in lieve calo. Questa è la fotografia del VII Rapporto sulla Farmacia, presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva e Federfarma con il supporto non condizionato di Teva. I dati sono stati raccolti tra settembre e dicembre 2024 in 1.600 farmacie e con 1.200 cittadini.
Il 73,8% delle farmacie risulta oggi coinvolto nella sperimentazione della Farmacia dei Servizi mentre cresce l’offerta dei servizi. Rispetto al 2023, aumenta il numero di farmacie che offre una gamma di servizi: test/esami diagnostici quali l’esame della glicemia (83,7%, nel 2023 era l’81,6%), del colesterolo (79,1% rispetto al 78,4% del 2023), dei trigliceridi (74,7%, un anno fa il dato si fermava al 73%); CUP e servizi correlati (79,1% rispetto al 77,4% del 2023).
Diffusa la possibilità di prenotare e ritirare farmaci e prodotti in farmacia (85%), così come il tradizionale servizio delle preparazioni galeniche (62,2%). Di contro ancora poco sviluppata l’offerta di servizi di supporto all’ADI (6,5%).
Secondo i cittadini, i servizi maggiormente fruiti rimangono gli stessi del 2023, ma la richiesta è in leggero calo: prenotazione di farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia (richiesto dall’84% degli interpellati, nel 2023 era l’86,5%), monitoraggio dei parametri (45,7%, nel 2024. nel 2023 era 46,3%), CUP e servizi correlati (34,7%. Nel 2023: 38,7%), preparazioni galeniche (28,4%. Nel 2023: 34%). Tra le prestazioni che non erano a conoscenza si potessero trovare in farmacia, troviamo spirometria (10,1%), servizi di supporto all’ADI (9%), programmi di supporto all’aderenza terapeutica (8,1%).
Poco più di un terzo dei farmacisti interpellati ha indicato che la propria farmacia si trova in una zona rurale. Di queste, l’80,1% è una farmacia rurale sussidiata e la vicinanza delle farmacie sussidiate ad ambulatori e strutture sanitarie pubbliche è meno frequente rispetto a quelle collocate genericamente nelle zone rurali. Dimostrazione di quanto, in entrambi i casi, ma soprattutto nei piccoli comuni, siano un presidio di contrasto al fenomeno della desertificazione sanitaria. C’è, infatti, entro 10km: un ambulatorio del medico di medicina generale per il 96,5% delle rurali e il 92,7% delle sussidiate, un poliambulatorio o un ospedale per il 68,2% delle rurali e il 59,2% delle sussidiate, un ambulatorio pediatrico per il 68,2% delle rurali e per il 54,8% delle rurali sussidiate.
Quasi la metà degli intervistati (48,7%) assume abitualmente farmaci equivalenti, mentre il 44,6% li utilizza saltuariamente e solo il 6,7% dichiara di non farne uso. Le regioni con la maggiore percentuale di persone che non li assumono mai sono Abruzzo (17,6%), Lazio (14,7%), Molise (12,5%), Umbria (12%) e Sardegna (10%), confermando una tendenza più diffusa nel Sud, mentre il Nord registra un consumo abituale più elevato. I giovani tra i 18 e i 30 anni e gli anziani tra i 75 e gli 84 anni sono i principali utilizzatori, mentre gli over 85 sono i più restii. La fascia 64-74 anni è quella con maggiori difficoltà nel distinguere tra principio attivo e nome commerciale del farmaco, mentre i giovani 18-30 anni non mostrano incertezze. Il rifiuto dei farmaci equivalenti è spesso legato al timore di una minore efficacia (57,9%), alla volontà di attenersi solo alla prescrizione del medico (18,4%) o alla diversa composizione degli eccipienti (15,8%). Tra i motivi di scelta, invece, incidono la fiducia nel farmacista (48,8%), il risparmio (39,7%), la prescrizione medica (19,7%) e la fiducia nel produttore (8,7%). La motivazione del risparmio primeggia unicamente tra i giovani 18/30 anni, mentre in tutte le altre fasce d’età prevale la fiducia nella proposta fatta dal farmacista.
Il 36,6% delle farmacie ha promosso campagne di sensibilizzazione sulla medicina di genere, coinvolgendo il 64,9% dei cittadini, soprattutto in iniziative di prevenzione e screening, mentre l’11,2% della popolazione non ha ancora piena consapevolezza del tema. Sul fronte delle carenze di farmaci, il 98,9% dei farmacisti segnala indisponibilità sistematiche nell’ultimo anno, in particolare per medicinali destinati a malattie croniche (94,1%), antibiotici (50,4%), antinfiammatori (18,1%), vaccini (13,8%), oncologici (11,1%) e antipiretici (8%). Il 29,6% delle persone ha riscontrato tempi di attesa accettabili, mentre per l’11,8% sono stati incompatibili con le proprie esigenze.
Il 79,8% dei farmacisti intervistati dichiara di aver già iniziato a gestire la distribuzione dei farmaci riclassificati dalla fascia A-PHT (canale ospedaliero) alla fascia A (come da indicazioni AIFA): una novità apprezzata da chi ne usufruisce, a detta del 55,9% dei farmacisti, anche se ancora rilevante appare, agli occhi del 32,7%, la quota di cittadini che non ne ha consapevolezza. Al riguardo, ad esplicita domanda se fosse a conoscenza della novità che rende disponibili alcuni farmaci per il diabete, precedentemente distribuiti in diretta e DPC, ora disponibili in regime convenzionato nelle farmacie di comunità, solo il 13,8% di persone ha risposto di esserne consapevole.
Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, ha evidenzia come “attraverso i dati che emergono da questo Rapporto e l’analisi dei trend registrati in questi sette anni, offriamo una valutazione civica della implementazione della ‘farmacia dei servizi’, in risposta ai bisogni dei cittadini, in particolar modo di quelli residenti nelle aree interne del Paese, e delle persone fragili, anziani e pazienti con patologie croniche”. Ha inoltre sottolineato che, sebbene si siano registrati progressi nella transizione verso la farmacia dei servizi, il processo non può ancora dirsi completato:
“Ulteriori avanzamenti su questo fronte si potranno ottenere anche considerando e dando seguito alle indicazioni emerse in questa edizione del Rapporto”. Tra le priorità, la necessità di “favorire il processo che vede le farmacie come luogo privilegiato per effettuare le vaccinazioni, allargandone lo spettro, ma anche favorendo la diffusione di nuovi servizi a supporto dell’assistenza domiciliare e dell’aderenza terapeutica, nonché della medicina di genere”.
Per Marco Cossolo, presidente di Federfarma nazionale, “la farmacia dei servizi si sta strutturando sempre più all’interno del Servizio sanitario nazionale, grazie all’avvio dell’iter del rinnovo della Convenzione”.
L’obiettivo è “costruire un percorso partecipato che porti ad un’assistenza sanitaria di prossimità e che metta realmente al centro la salute e il benessere del cittadino.” In questo senso, il protocollo rinnovato tra Cittadinanzattiva e Federfarma “valorizza appieno questo ruolo sociosanitario svolto dalla farmacia su tutto il territorio nazionale ed in particolare nelle aree interne”.
Contestualmente alla presentazione Cittadinanzattiva e Federfarma hanno siglato il rinnovo del Protocollo d'intesa, che lega le iniziative delle due associazioni intorno a cinque obiettivi per contribuire al miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale:
- promozione della salute, prevenzione e screening, con particolare attenzione alla medicina di genere;
- monitoraggio e miglioramento dei servizi offerti, utilizzando strumenti partecipativi come l’Audit Civico® delle Farmacie per valutare e ottimizzare l’offerta ai cittadini;
- produzione di report e analisi, come il Rapporto Annuale sulla Farmacia;
- sviluppo della partnership su scala nazionale, regionale e locale;
- valorizzazione del ruolo sociale e sanitario delle farmacie di comunità, soprattutto nelle Aree Interne.
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