Ricerca
05 Maggio 2025Human Technopole ha presentato 102 progetti di ricerca selezionati per accedere alle Piattaforme Nazionali, avanzate infrastrutture tecnologiche messe a disposizione della comunità scientifica italiana. Le ricerche più numerose riguardano tumori e malattie neurodegenerative

Microscopi ottici di ultima generazione, crio-microscopia elettronica, sequenziatori genomici e piattaforme per creare cellule staminali e organoidi: sono alcune delle tecnologie avanzate a cui 102 progetti di ricerca italiani potranno accedere grazie a Human Technopole. L’istituto ha presentato oggi i risultati del primo bando per l’uso delle Piattaforme Nazionali, le infrastrutture tecnologiche messe a disposizione di ricercatori esterni provenienti da tutta Italia.
Più di un terzo delle ricerche, 39 in totale, si occuperanno infatti di indagare l’origine, l’evoluzione e le possibili cure per diversi tipi di cancro. Tra le altre tematiche maggiormente approfondite, 10 progetti saranno dedicati alle malattie neurodegenerative, mentre 7 a quelle genetiche. Da Milano a Bari, passando per Bologna, Roma e Napoli, i ricercatori responsabili di questi studi – provenienti da Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico - IRCCS, enti di ricerca e università – avranno accesso alle strutture di Human Technopole e potranno utilizzare le tecnologie avanzate di cui l’Istituto dispone per portare avanti i propri progetti. Aspetto significativo delle 102 ricerche ospitate da Human Technopole, è che ben 37 saranno coordinate da giovani ricercatori e ricercatrici.
Gli strumenti a cui potranno accedere i ricercatori spaziano da microscopi ottici all’avanguardia a crio-microscopi elettronici, che permettono di osservare l’interno delle cellule praticamente a livello atomico, ai più recenti sequenziatori genomici, che consentono l'analisi del DNA, dell’RNA, della cromatina e di altri marcatori dell'attività epigenetica e regolatoria, a piattaforme di editing genomico e per la creazione di cellule staminali e organoidi, all’analisi di Big data.
“Aprendo le proprie tecnologie alla comunità scientifica, Human Technopole si propone come catalizzatore della ricerca italiana nelle scienze della vita”, ha dichiarato il presidente Gianmario Verona durante l’evento “Open HT”, la giornata aperta dell’istituto. “Le Piattaforme Nazionali favoriscono non solo la produzione scientifica, ma anche il trasferimento tecnologico, oggi più che mai strategico per l’Italia”.
Nel maggio del 2023, il Consiglio di sorveglianza della Fondazione Human Technopole ha deliberato la realizzazione delle Piattaforme Nazionali, intese come facility infrastrutturali ad alto impatto tecnologico, a disposizione della comunità nazionale di ricerca, che si affiancano alla attività scientifica svolta dai ricercatori dell’istituto.
In una logica di open innovation nel campo delle scienze della vita, le Piattaforme Nazionali sono strutture dedicate e condivise da Human Technopole con tutto il sistema della ricerca italiano. Le Piattaforme sono cinque: Piattaforma Nazionale di genomica, Piattaforma Nazionale di editing genomico e modelli di malattia, Piattaforma Nazionale di biologia strutturale, Piattaforma Nazionale di microscopia ottica, Piattaforma Nazionale per la gestione e l’analisi dei dati. Ciascuna Piattaforma racchiude al suo interno una varietà di tecnologie diverse e di servizi che ampliano l’offerta tecnologica di Human Technopole.
Da giugno 2024 Human Technopole ha lanciato i primi bandi la cui valutazione è in capo alla Commissione Indipendente di Valutazione Permanente, un comitato esterno all’istituto composto da scienziati di chiara fama internazionale.
“La risposta della comunità scientifica è stata straordinaria”, ha sottolineato Marino Zerial, direttore dello Human Technopole. “I nostri laboratori sono ora al servizio della scienza italiana, che potrà contare su tecniche di avanguardia come l’editing genomico, la criomicroscopia e la modellazione cellulare”.
Con un organico di 500 persone, di cui l’80% impegnato in attività tecnico-scientifiche, Human Technopole conferma il suo ruolo di hub per la ricerca biomedica in Italia e in Europa. Il 40% dei ricercatori proviene dall’estero. Nei primi cinque anni di attività, l’istituto ha prodotto 488 pubblicazioni scientifiche e ottenuto 26 milioni di euro in finanziamenti competitivi, tra cui cinque ERC Grant della Commissione Europea.
L’apertura delle Piattaforme segna una nuova fase per l’istituto, che mira a diventare una vera e propria infrastruttura condivisa nazionale al servizio dell’eccellenza scientifica. Un modello di innovazione aperta – conclude Verona – “che punta a far crescere l’intero sistema della ricerca italiana”.
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