infezioni
01 Luglio 2025L’Istituto Superiore di Sanità invita a prestare particolare attenzione alla prevenzione delle arbovirosi, malattie trasmesse da zanzare, zecche e altri vettori, in aumento anche in Europa, soprattutto per chi viaggia in aree a rischio. Ecco le indicazioni

Il rischio di sviluppo di focolai di malattie che prima erano solo importate, come quelle causate da virus Dengue e Chikungunya, è in aumento a causa dei viaggi internazionali, della diffusione degli insetti vettori (zanzara tigre), dell’aumento delle epidemie in paesi a clima tropicale. Sono 68 i casi confermati di infezione umana da virus Dengue (tutti associati a viaggi all’estero) e 22 quelli di infezione umana da virus Chikungunya (tutti associati a viaggi all’estero, in aumento rispetto allo scorso anno). Ma si può fare prevenzione e proteggersi dalle punture degli insetti e l’Istituto superiore di sanità, in occasione del convegno “Preparazione e Contrasto alle arbovirosi endemiche ed epidemiche in Italia” in corso a Roma ha fornito dati aggiornati e consigli per chi viaggia.
A livello internazionale, secondo le mappe messe a disposizione dall’Ecdc, i casi di dengue (oltre tre milioni da inizio anno, con 1400 morti) si concentrano prevalentemente in America, soprattutto del Sud, Asia, Oceania e in alcuni paesi africani.
La mappa per la Chikungunya (220mila casi con 80 morti) vede invece i casi concentrati in America del Sud, specialmente in Brasile, e in India. Sono invece stati segnalati dall’inizio dell’anno al 25 giugno 2025 otto casi autoctoni di infezione umana da virus Chikungunya in sei regioni della Francia continentale. Tra le arbovirosi emergenti è stata inoltre segnalato a ECDC nel 2025 un caso di infezione umana autoctona causata dal virus della febbre emorragica Crimea Congo, trasmesso da zecche del genere Hyalomma, in Spagna (nella Regione della Salamanca).
Per limitare i rischi legati alle arbovirosi, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di adottare comportamenti quotidiani che riducano l’esposizione ai vettori, in particolare durante i mesi più caldi, quando le zanzare e altri insetti sono più attivi. La prevenzione parte dalla protezione individuale: è importante utilizzare repellenti cutanei adeguati, indossare abiti che coprano braccia e gambe, soprattutto all’alba e al tramonto, e soggiornare in ambienti protetti da zanzariere o climatizzati. Fondamentale è anche intervenire sull’ambiente domestico e circostante, eliminando o svuotando regolarmente tutti i contenitori che possono raccogliere acqua stagnante, come sottovasi, secchi o bidoni, cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per animali, svuotando le piscinette dei bambini quando non sono in uso e trattando tombini e griglie con larvicidi, seguendo le indicazioni dei prodotti. Limitare l’esposizione nei momenti della giornata in cui le zanzare sono più attive, evitando di sostare all’aperto o rafforzando le misure di protezione personale, è un’altra accortezza utile.
Per chi viaggia in Paesi dove le arbovirosi sono endemiche o in fase epidemica, è essenziale informarsi in anticipo sui rischi sanitari, consultando fonti ufficiali come il sito dell’Istituto Superiore di Sanità o del Ministero della Salute. In caso di dubbi, soprattutto per persone vulnerabili come bambini, anziani, donne in gravidanza o soggetti con patologie croniche, è consigliabile rivolgersi al medico curante per valutare eventuali precauzioni aggiuntive, incluse le vaccinazioni, che possono essere raccomandate o obbligatorie in base alla destinazione.
Al ritorno da un viaggio in zone a rischio, è importante prestare attenzione alla comparsa di sintomi come febbre, dolori articolari o eruzioni cutanee, e in caso di malessere rivolgersi tempestivamente al medico, fornendo dettagli sul viaggio e sull’eventuale esposizione a punture di insetti. Una diagnosi precoce e una corretta segnalazione sono fondamentali per la salute individuale e per evitare la diffusione locale delle infezioni.
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