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30 Luglio 2025Gestiti dai farmacisti, i servizi da remoto migliorerebbero la soddisfazione verso le cure e andrebbero a ridurre l’incidenza degli eventi avversi correlati ai trattamenti

I servizi di telefarmaceutica (TPS) gestiti dai farmacisti migliorerebbero l’aderenza alla terapia farmacologica e potrebbero portare a una maggiore soddisfazione e a una riduzione dell’incidenza di eventi avversi. Lo evidenzia una ricerca pubblicata sul Journal of Medical Internet Research da un gruppo guidato da Puwen Zhang, della Sichuan University, in Cina, secondo il quale, l’efficacia dei servizi TPS non è cambiata dopo la pandemia di COVID-19.
La telefarmaceutica (TPS) è un servizio emergente di telemedicina che consente ai pazienti di ricevere assistenza sui farmaci in aree con risorse limitate. Il servizio include sessioni di consulenza farmaceutica, gestione della terapia farmacologica, revisione e monitoraggio dei farmaci e altri servizi farmaceutici erogati tramite incontri da remoto, sfruttando le nuove tecnologie. Secondo i ricercatori, i TPS hanno mostrato potenziali benefici nella gestione delle malattie croniche, in particolare nelle aree rurali e geograficamente isolate. Come per altri servizi da remoto, poi, i TPS sono associati a un minor rischio di infezione ed a una riduzione degli spostamenti, tanto che la pandemia di COVID-19, ne ha aumentato la domanda da parte dei pazienti, portando a un’impennata nel loro utilizzo. Il team, dunque, ha condotto una review per valutare l’efficacia del TPS, confrontarla prima e dopo lo scoppio della pandemia di COVID-19 e analizzarne l’efficacia nel tempo.
Per l’indagine, il team ha analizzato diversi database per trovare studi clinici randomizzati controllati che valutavano l’efficacia dei TPS. La review si è concentrata su 40 studi. Dall’analisi è emerso che, rispetto alla mancanza di TPS o all’erogazione dei servizi farmaceutici di persona, la telefarmaceutica ha probabilmente aumentato l’aderenza alla terapia farmacologica da parte del paziente (certezza moderata) e potrebbe aver ridotto l’insorgenza di eventi avversi (certezza bassa) e migliorato la percentuale di pazienti soddisfatti della terapia farmacologica (certezza bassa). Inoltre, prove da moderate ad elevate hanno indicato che i pazienti che hanno accettato la TPS hanno probabilmente ottenuto una gestione migliore del diabete e dell’ipertensione. Infine, l’efficacia dei servizi di TPS non è risultata significativamente diversa tra prima e dopo la pandemia, fatta eccezione per l’aderenza alla terapia farmacologica, che è aumentata nel tempo (p <0,001).
Fonte
J Med Internet Res (2025);27:e64073 doi: 10.2196/64073
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