Virus respiratori
31 Ottobre 2025Da quest’anno la sorveglianza delle infezioni respiratorie stagionali non riguarda più le sindromi simil-influenzali (ILI), ma le infezioni respiratorie acute (ARI), per una lettura più ampia e allineata ai criteri europei. Nella prima settimana monitorata stimati 427mila casi

La sorveglianza delle infezioni respiratorie stagionali cambia impostazione e al posto delle sindromi simil-influenzali (Influenza-Like Illness - ILI) verranno monitorati casi di infezione respiratoria acuta (Acute Respiratory Infection - ARI) una categoria più ampia in grado di rappresentare meglio la varietà dei virus in circolazione. Ed è su questo nuovo approccio, annunciato nei giorni scorsi, che si basa il primo bollettino RespiVirNet dell’Iss che nella settimana dal 20 al 26 ottobre ha rilevato 427mila i casi stimati di ARI.
Con il monitoraggio delle infezioni respiratorie acute l’Italia si uniforma ai criteri clinici indicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), rendendo i dati più comparabili tra i Paesi.
Fino alla scorsa stagione venivano monitorate le sindromi simil-influenzali, che richiedevano la combinazione di un sintomo respiratorio, come tosse o mal di gola, e di un sintomo sistemico, come febbre o dolori muscolari.
Da quest’anno la sorveglianza delle infezioni respiratorie acute (ARI), che come spiegato dall’Iss, si estende alla sola insorgenza improvvisa di sintomi e di almeno uno dei seguenti quattro sintomi respiratori: tosse mal di gola difficoltà respiratoria coriza (raffreddore, naso che cola) e giudizio clinico che l’affezione sia dovuta a un’infezione.
Per la diagnosi clinica nel bambino è importante considerare quanto indicato per gli adulti tenendo conto che i bambini più piccoli non sono in grado di descrivere la sintomatologia sistemica che invece si può manifestare con irritabilità, pianto e inappetenza.
Secondo il primo rapporto stagionale, relativo alla settimana dal 20 al 26 ottobre, si stimano circa 427mila casi di infezioni respiratorie acute, pari a un’incidenza di 7,36 casi per 1.000 assistiti. Il valore è leggermente superiore ma sostanzialmente in linea con l’andamento delle precedenti stagioni, tenendo conto che la nuova definizione di caso rende il confronto diretto più complesso. L’incidenza più elevata si osserva nella fascia 0-4 anni, con circa 18 casi per 1.000 assistiti. L’intensità risulta bassa o a livello basale in tutte le Regioni, ad eccezione della Basilicata dove è classificata come media.
“Al momento il numero di casi rilevato si può considerare in linea con quello della scorsa stagione, nonostante la nuova definizione di caso più ampia renda difficile fare un confronto diretto. È presto per stimare quale sarà l’andamento della stagione – sottolinea Anna Teresa Palamara, direttrice del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – ma ricordiamo che questo è il momento più adatto per vaccinarsi, per avere la massima protezione quando il numero di casi inizierà a salire, soprattutto per le persone più fragili”.
Sul fronte virologico, il tasso di positività per i virus influenzali e per il Virus Respiratorio Sinciziale è ancora basso, mentre le frequenze più elevate riguardano i Rhinovirus, seguiti da SARS-CoV-2 e dai virus parainfluenzali. Nella settimana analizzata, Tra i virus respiratori circolanti, i valori di positività più elevati sono stati rilevati per i Rhinovirus, per il SARS-CoV-2 e per i virus parainfluenzali. Nel dettaglio durante la settimana il 2% del campione è risultato positivo al virus influenzale, quasi totalmente di tipo A, il 10% al Sars-CoV-2, lo 0,6% al Virus Respiratorio Sinciziale e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori: 237 (21,1%) Rhinovirus, 48 (4,3%) virus Parainfluenzali, 42 Adenovirus, 9 Coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 1 Bocavirus e 1 Metapneumovirus.
Anche nel flusso ospedaliero i tassi di positività più elevati nei campioni di pazienti ricoverati sono stati rilevati per i Rhinovirus, seguiti dal SARS-CoV-2.
Fonte
https://www.epicentro.iss.it/sorveglianza-infezioni-respiratorie-acute/definizione-ari
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