Influenza
07 Gennaio 2026Con la circolazione virale ancora elevata, l’Istituto Superiore di Sanità pubblica nuove FAQ per fare chiarezza su contagi, prevenzione e uso corretto dei farmaci. I dati RespiVirNet mostrano un possibile aumento dei casi nelle prossime settimane

L’influenza entra nella fase più intensa della stagione e si avvicina al picco, con un andamento che secondo gli esperti resterà elevato anche nelle prossime settimane. È in questo contesto che l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato sette FAQ per fare chiarezza su contagi, prevenzione e uso appropriato dei farmaci, ribadendo alcuni messaggi chiave rivolti sia ai cittadini sia agli operatori sanitari, farmacisti compresi.
I dati della sorveglianza RespiVirNet indicano che, dopo una lieve flessione legata alle festività natalizie, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute è destinata a risalire con la ripresa delle attività e la riapertura delle scuole. Nella settimana dal 22 al 28 dicembre l’incidenza è scesa a 14,5 casi per 1.000 assistiti rispetto ai 17,1 della settimana precedente, ma i nuovi casi stimati sono stati comunque oltre 800 mila, portando il totale stagionale a circa 6,7 milioni. I più colpiti restano i bambini sotto i 4 anni. Numeri che, come sottolinea l’Iss, non fotografano solo l’influenza ma l’insieme delle infezioni respiratorie acute, tra cui SARS-CoV-2, virus respiratorio sinciziale e rhinovirus.
Proprio questo è uno dei punti centrali chiariti nelle FAQ: avere sintomi respiratori non significa automaticamente avere l’influenza. Febbre, tosse e raffreddore possono essere causati da diversi virus che circolano contemporaneamente in inverno. Per questo i bollettini settimanali spesso citati dai media si riferiscono alle ARI nel loro complesso, mentre il monitoraggio virologico consente di stimare la quota attribuibile ai singoli patogeni.
Sul fronte dei farmaci, il messaggio dell’Iss è netto e torna a essere centrale nel lavoro quotidiano in farmacia: influenza e Covid-19 non si curano con antibiotici. L’uso improprio di questi farmaci, in assenza di un’infezione batterica documentata e di una prescrizione medica, è inutile e contribuisce al fenomeno della resistenza antimicrobica. Le terapie antivirali, dove indicate, e il trattamento sintomatico restano le opzioni farmacologiche corrette, insieme alla vaccinazione come principale strumento di prevenzione per l’influenza, soprattutto nei soggetti fragili.
Accanto ai farmaci, l’Iss richiama l’importanza delle misure comportamentali che hanno dimostrato di ridurre il rischio di contagio: igiene delle mani, attenzione alla tosse e agli starnuti, aerazione degli ambienti e permanenza a casa in presenza di sintomi febbrili nelle fasi iniziali. Indicazioni che tornano attuali in una fase di circolazione virale intensa e che rappresentano un tassello fondamentale del counselling in farmacia.
L'Iss chiarisce anche che, a differenza del periodo pandemico, non esiste oggi un obbligo generalizzato di effettuare tamponi. La decisione va valutata con il medico di medicina generale o il pediatra, in base al quadro clinico e alle condizioni del paziente. Un’informazione utile per orientare correttamente le richieste che arrivano al banco.
Sul piano epidemiologico, l’attenzione resta alta anche per la diffusione del ceppo influenzale mutato H3N2, denominato K, che ha già dominato la stagione europea ed è diventato prevalente negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dall’ANSA, negli Usa sono stati registrati livelli record di casi e ricoveri settimanali, mentre ondate significative si sono osservate in Giappone e nel Regno Unito. Un elemento che contribuisce a spiegare l’intensità dell’attuale stagione influenzale e rafforza l’invito a non sottovalutare la malattia.
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