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25 Febbraio 2026

Asma, counselling sul corretto uso degli inalatori: il ruolo del farmacista nella gestione del paziente

Dal counselling sull’uso corretto dei device inalatori al monitoraggio dell’aderenza e delle possibili interazioni farmacologiche, il farmacista può contribuire in modo determinante al controllo dell’asma, migliorando efficacia e sicurezza delle terapie

 

di Sabina Mastrangelo


asma uomo inalatore

Nella gestione dell’asma il farmacista rappresenta un presidio di prossimità che può incidere in modo concreto sul controllo della patologia: dall’educazione al corretto utilizzo dei dispositivi inalatori al monitoraggio dell’aderenza terapeutica, fino alla valutazione di possibili effetti avversi e interazioni farmacologiche. A richiamare l’attenzione su questo contributo è un articolo pubblicato su Pharmacy Times, che evidenzia come una corretta esecuzione della terapia sia determinante per mantenere stabile la malattia respiratoria e ridurne l’impatto clinico ed economico.

 L’asma, sintomi ed epidemiologia

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree caratterizzata dall’ostruzione dei bronchi che si manifesta, in genere, con sintomi quali respiro sibilante, tosse, mancanza di respiro e senso di costrizione toracica, che possono essere scatenati da allergeni, cambiamenti climatici, esercizio fisico e infezioni virali, tra le altre cause. La patologia può essere tenuta sotto controllo, ma è importante assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico e sottoporsi a regolari visite di controllo. Si stima che in Europa siano affette da asma più di 30 milioni di persone e che in Italia la prevalenza nell’età adulta sia attorno al 5%. Tuttavia, fino al 10% degli asmatici soffre di una forma grave. Oltre all’impatto diretto sui pazienti, l’asma ha un significativo onere economico. Anche per questo, dunque, è necessario gestire questa malattia cronica in modo efficace. 

Istruzioni per l’uso e le differenze tra gli inalatori 

Il farmacista può educare il paziente sotto diversi punti di vista. Per quel che riguarda i medicinali, questi operatori possono prima di tutto spiegare la differenza tra quelli che mirano al controllo a lungo termine dell’asma e quelli da usare per il sollievo immediato dei sintomi. Un supporto importante, poi, viene fornito spiegando le differenze tra i vari inalatori ed educando i pazienti alla corretta tecnica inalatoria, in modo da prevenire errori nell’uso dei device. In questo senso, va ricordato che gli inalatori predosati (MDI) richiedono la coordinazione tra la pressione sulla bomboletta e un respiro lento e profondo. Questi dispositivi, inoltre, devono essere agitati prima di ogni dose e caricati prima della prima dose o dopo un lungo periodo di inutilizzo. I device per inalazione di polvere secca (DPI), invece, richiedono un respiro rapido e profondo, mentre i dispositivi Soft Mist Inhaler (SMI) rilasciano lentamente il farmaco, richiedendo un respiro lento e profondo, ma per usarli, bisogna avere una forza di presa adeguata, per cui bisogna fare particolare attenzione ad anziani, pazienti con artrite e con disturbi del movimento. 

Identificare le difficoltà dei pazienti

Anche migliorare l’aderenza alla terapia è un elemento chiave nella gestione dell’asma. In questo senso, i farmacisti possono identificare i pazienti che hanno difficoltà ad assumere i farmaci come prescritto e raccomandare di valutare con il medico il passaggio a inalatori più adatti alle loro esigenze. Inoltre, i farmacisti possono contribuire a ridurre al minimo gli effetti avversi e le interazioni farmacologiche. Ad esempio, dosi più elevate e periodi di trattamento più lunghi di corticosteroidi inalatori sono associati a un rischio maggiore di effetti avversi, per cui è importante incoraggiare l’uso della dose minima efficace una volta che l’asma è sotto controllo. Infine, la gestione della terapia farmacologica può essere ulteriormente migliorata verificando se i pazienti stanno assumendo altri farmaci che possono avere potenziali interazioni farmacologiche. Ad esempio, gli inibitori del citocromo P450 3A4 come ketoconazolo, ritonavir e claritromicina possono aumentare le concentrazioni sieriche dei corticosteroidi, aumentando il rischio di eventi avversi, e i pazienti con comorbilità cardiovascolari potrebbero assumere beta-bloccanti non selettivi, che interferiscono con la broncodilatazione. 

Fonte:

https://www.pharmacytimes.com/view/regimens-adherence-and-adverse-events-the-role-of-the-pharmacist-in-asthma-management

- Ministero della Salute. Asma bronchiale. https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-malattia/asma-bronchiale/

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, ADERENZA ALLA TERAPIA, DISPOSITIVI MEDICI

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