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Nutrizione

11 Marzo 2026

Malattia renale cronica, appello dei pazienti: valorizzare farmacie e farmacisti per l’accesso alla dieta ipoproteica

Associazioni di pazienti chiedono di rafforzare il ruolo delle farmacie nella dispensazione degli alimenti aproteici e nel percorso assistenziale dei pazienti con malattia renale cronica. La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica è parte integrante del trattamento ma persistono forti differenze regionali nell’accesso

di Redazione Farmacista33


Malattia renale cronica, appello dei pazienti: valorizzare farmacie e farmacisti per l’accesso alla dieta ipoproteica

Valorizzare la farmacia territoriale per garantire l’accesso alla terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica su tutto il territorio nazionale e rafforzare il ruolo del farmacista nella presa in carico e nel percorso assistenziale dei pazienti con malattia renale cronica. È quanto chiedono associazioni di pazienti e società scientifiche in occasione della Giornata mondiale del rene (12 marzo). Dal tavolo di lavoro multidisciplinare arriva l’appello affinché l’accesso alla Terapia Dietetica Nutrizionale (TDN) sia equamente garantito su tutto il territorio nazionale, con il coinvolgimento delle farmacie nella dispensazione degli alimenti aproteici e nella gestione dei pazienti cronici, anche in collaborazione con medici di medicina generale, nefrologi e dietisti.

Dieta ipoproteica e accesso alla terapia

Per poter seguire un regime alimentare capace di ridurre i sintomi dell’insufficienza renale e posticipare l’ingresso in dialisi, ogni persona con malattia renale cronica avanzata necessita di circa 12 chili di alimenti aproteici al mese. Molti pazienti, tuttavia, a causa dei tetti di spesa adottati dalla maggior parte delle Regioni, possono acquistare poco più di 5 chili di alimenti speciali. Solo Lombardia e Basilicata rimborsano il quantitativo di prodotti necessario a seguire correttamente la dieta.

Il tema è stato al centro del tavolo di lavoro multidisciplinare a cui hanno partecipato il Forum Nazionale delle Associazioni di Nefropatici, Trapiantati d’Organo e di Volontariato, l’Associazione Malati di Reni, la Fondazione Italiana del Rene (Fir), l’Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica (Asand) e la Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi).

La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica rappresenta infatti una componente fondamentale nel trattamento dell’insufficienza renale cronica. “La terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica si basa su un apporto controllato di proteine ed è personalizzata e modulata in base alle condizioni cliniche del paziente”, spiega Ersilia Troiano, presidente dell’Associazione Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica (Asand). Può essere supportata dall’utilizzo di alimenti aproteici, che consentono di mantenere una dieta varia e nutrizionalmente equilibrata. In questo percorso il dietista svolge un ruolo centrale nell’accompagnare il paziente nella gestione quotidiana del regime alimentare e nel favorire una maggiore aderenza al trattamento, all’interno di un approccio multidisciplinare.

Differenze regionali e costi della terapia

Le difficoltà emergono soprattutto sul piano dell’accesso alla terapia. “Nella maggior parte delle Regioni i tetti di spesa non coprono il reale fabbisogno e molti pazienti sono costretti a sostenere di tasca propria parte dei costi – fino a circa 50 euro al mese – oppure a rinunciare a una parte degli alimenti necessari, con il rischio di compromettere l’aderenza alla terapia”, spiega Cristina Paraskevas, componente del direttivo dell’Associazione Malati di Reni.

Dal punto di vista economico, la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica è considerata anche sostenibile per il Servizio sanitario nazionale. Secondo analisi di farmacoeconomia, la spesa annua per i prodotti ipoproteici è stimata tra 2.500 e 3.000 euro per paziente, a fronte dei circa 45.000-50.000 euro necessari per il trattamento dialitico, evidenziando il potenziale risparmio associato al ritardo nell’ingresso in dialisi.

Il Manifesto per il diritto alla terapia nutrizionale

Lo scorso novembre è stato presentato in Senato il primo Manifesto per il diritto alla TDN ipoproteica, promosso dal senatore Ignazio Zullo. “Garantire un accesso omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale significa includere pienamente anche la terapia dietetico-nutrizionale ipoproteica, che costituisce un elemento rilevante nel percorso assistenziale di questi pazienti”.

Tra le richieste contenute nel Manifesto vi è anche quella di valorizzare il ruolo della farmacia territoriale nella dispensazione dei prodotti aproteici. Come ricorda Leonardo Loche, presidente del Forum Nazionale delle Associazioni, l’obiettivo è “valorizzare il canale distributivo della farmacia aperta al pubblico che, rispetto alla distribuzione nelle strutture ospedaliere, semplifica la dispensazione dei prodotti aproteici e adottare un modello di rimborsabilità fondato sul piano terapeutico e sui quantitativi realmente necessari, non su tetti economici prefissati, così da garantire ai pazienti una dieta completa, varia ed equilibrata e la possibilità di scegliere tra un’ampia gamma di prodotti”.

Malattia renale cronica, dal farmacista indicazioni nutrizionali per una dieta più equilibrata: i nuovi criteri da seguire

“La presenza capillare dei farmacisti sul territorio favorisce accesso, continuità terapeutica e supporto ai pazienti cronici”, sottolinea Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi). “Integrare pienamente il farmacista nel percorso assistenziale, in collaborazione con medici di medicina generale, nefrologi e dietisti, significa rafforzare un modello di presa in carico centrato sulla persona. L’esperienza della Lombardia nella dispensazione della terapia dietetico-nutrizionale attraverso i farmacisti dimostra che è possibile coniugare equità, appropriatezza e qualità di vita”.

Diagnosi precoce: screening più accessibili

La diagnosi precoce resta uno degli strumenti più efficaci per contrastare la progressione della malattia renale cronica. Esami semplici, poco costosi e non invasivi – come creatininemia ed esame delle urine – consentono di avviare interventi terapeutici in grado di rallentare significativamente l’evoluzione della patologia.

Per questo, in occasione della Giornata mondiale del rene, la Fondazione Italiana del Rene (Fir) e la Società Italiana di Nefrologia (Sin) promuovono iniziative di informazione e screening gratuiti su tutto il territorio, accessibili alla popolazione nelle piazze, nei centri commerciali, negli studi dei medici di medicina generale e anche nelle farmacie. L’obiettivo è favorire l’emersione precoce della malattia e avviare tempestivamente i percorsi di cura, riducendo il ricorso alle terapie sostitutive come dialisi e trapianto. Nell’ambito dell’iniziativa “Porte Aperte in Nefrologia”, inoltre, i centri di nefrologia e dialisi offriranno visite specialistiche gratuite, misurazione della pressione arteriosa ed esame delle urine.

TAG: MALATTIE DEL RENE, ALIMENTI APROTEICI, FARMACIE, FARMACISTI

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