Politica e Sanità
06 Dicembre 2014I medici di medicina generale hanno conoscenze adeguate in fatto di allergie? Secondo un recente sondaggio presentato ad Atlanta, all'American College of Allergy, Asthma & Immunology 2014, negli Stati Uniti la risposta è no. Ma la situazione è differente in Italia stando a quanto riporta a Farmacista33 Ovidio Brignoli, vicepresidente Simg: «Le allergie sono state per un po' nell'occhio del ciclone ma ora sono abbastanza ben valutate dai medici; oltretutto da qualche anno il settore respiratorio ha sviluppato molto il tema dell'asma e della rinite allergica e credo che nel nostro Paese i medici di medicina generale abbiano una buona conoscenza di questi argomenti».
Brignoli non condivide i suggerimenti dati dagli autori dello studio americano, sulla necessità di avviare campagne informative rivolte ai medici, mentre potrebbero servire se rivolte ai pazienti, tra i quali la confusione è grande: una delle più comuni è confondere allergie e intolleranze alimentari. «Ci sono decine di migliaia di persone che si fanno irretire dall'idea di fare un test dell'intolleranza alimentare, - afferma l'esponente Simg - che ha costi elevati, più di 100 euro, segno non ci si ferma nemmeno a fronte di un esborso economico significativo. Se c'è una campagna da fare, forse andrebbe rivolta non ai medici di medicina generale ma, oltre che ai pazienti, ad altri operatori sanitari che si ingegnano a fare diagnosi senza avere nulla in mano; questi test vengono infatti proposti in molte farmacie e talvolta anche in centri meno idonei come le palestre, dove ci sono personal trainer che, vedendo qualcuno con la pancia gonfia, subito deducono che si tratti di intolleranza alimentare».
Anche Paolo Vintani, vicepresidente di Federfama Milano, Lodi, Brianza ritiene che «se alcuni colleghi fanno delle asserzioni di carattere diagnostico non è corretto, ma in generale il farmacista si limita al prelievo al capillare e si rivolgono poi a un medico che lo analizza e fa la diagnosi di intolleranza». Il ruolo del farmacista è un altro, ma è molto importante: «Sul tema c'è una grossa confusione e, oltre che fornire un servizio, possiamo dare informazioni corrette, tutelando così il paziente nel migliore dei modi».
Renato Torlaschi
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