Da Cgia Mestre il punto su 730 precompilato. Farmacie: dubbi su incombenze per 2016
Le intenzioni sono di inserirle nel 730 precompilato dal 2016, ma in attesa che vi si dia attuazione e di conoscere le modalità di coinvolgimento degli operatori sanitari, dalla Cgia di Mestre arriva una stima dell'entità delle spese sanitarie inserite nel 730 del 2014, confermando che «sono la voce che più interessa i contribuenti italiani che presentano il Modello». E intanto tra le farmacie, che, nel momento in cui il tutto sarà definito e operativo, saranno chiamate a comunicare i dati di loro interesse, ci si interroga su carico di lavoro e responsabilità che l'incombenza potrebbe comportare e su quelle che potrebbero essere modalità e tecnologie necessarie per l'invio. Secondo l'analisi della Cgia di Mestre, pubblicata sul sito, «nel 2014 (periodo imposta 2013) quasi 8.900.000 lavoratori dipendenti hanno chiesto al fisco di recuperare le spese sanitarie sostenute l'anno precedente, per una spesa media pari a 880 euro. Le spese sanitarie sono in testa anche tra le richieste di rimborso avanzate dai pensionati: sempre l'anno scorso, quasi 6.500.000 hanno chiesto al fisco la detrazione delle spese mediche», con una spesa media di 1.050. Inoltre dalla Cgia arriva anche una fotografia «sulla dimensione economica del Modello 730 dell'anno in corso sulle base dei dati storici in questo momento disponibili». Sempre «nel 2014, poco più di un lavoratore dipendente/pensionato su 2 ha presentato il 730: le Regioni più "interessate" dall'utilizzo di questo Modello sono state la Puglia (62,9%), la Basilicata (62,3%) e il Molise (62,2%). Tra le meno "coinvolte" segnaliamo la Provincia autonoma di Bolzano (47,9%), la Sardegna (47,5%) e la Campania (46,4%). La media nazionale si è attestata al 55,5%». E per il 2016, «per il momento non c'è nulla di definito» dice Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte, «e ancora non è chiaro che cosa comporterà per le farmacie e per gli altri operatori, come per esempio i medici, che saranno interessati. Vediamo diversi pericoli: per esempio c'è il problema della privacy: con una normativa che dice che non possiamo conservare il codice fiscale dei pazienti, occorrerà capire in che maniera e con quali strumenti potremo conservare o archiviare gli scontrini o documenti del paziente. Poi a oggi nessuno si è ancora espresso su come il sistema verrà implementato e non vorremmo fosse un'altra situazione come la fatturazione elettronica che ha comportato un aumento di costi non indifferente. Intravedo anche una problematica di tipo tecnologico: come si procederà all'invio dei documenti fiscali e che cosa comporta? Avverrà da computer? Sarà necessario cambiare le strumentazioni, come per esempio i registratori di cassa?». Anche la tempistica spaventa: «Se, come credo, potrebbero non esserci ulteriori proroghe, e si partirà dal 2016, il sistema dovrà essere pronto già a partire dal primo gennaio. Il che significa che occorre iniziare a porsi il problema ma al momento non vedo abbastanza movimento attorno alla tematica». «L'operatività potrebbe porre problemi in termini di ulteriore carico di lavoro in capo alle farmacie, per altro gratuitamente, e anche di responsabilità» aggiunge Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, che promette battaglia per fare in modo che non sia l'ennesimo peso sulle farmacie: «sarà sicuramente un'incombenza in più, di tipo burocratico, che per di più nulla c'entra con il ruolo professionale che abbiamo e che vorremmo ulteriormente implementare. Ma temo anche che le farmacie in qualche modo possano diventare per così dire garanti delle informazioni inviate, che abbiano delle responsabilità. Sicuramente sarà necessario vigilare attentamente sulle modalità attuative, ma in generale troviamo non più sostenibile - alla luce anche di un continuo atteggiamento vessatorio, da ultimo visibile con gli ennesimi tagli - che la Parte pubblica scarichi su di noi, per altro gratuitamente, incombenze».
Francesca Giani
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