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Politica e Sanità

01 Ottobre 2015

Ddl concorrenza, Farmacieunite a Federfarma: manca una presa di posizione


Con il Ddl concorrenza all'orizzonte, non è forse «questo il momento della reazione, dei propositi e della difesa? Di informare i cittadini e gli addetti ai lavori, presentando proposte, soluzioni e facendosi portavoce di una categoria sempre meno difesa?». È questa la domanda che Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite, in una nota, rivolge al presidente di Federfarma, Annarosa Racca, prendendo spunto da due uscite, pubblicate anche sul Sole 24 Ore del 18 settembre. Relativamente al ddl Concorrenza, si legge nella nota, da parte di Federfarma, non viene «data una propria lettura, né tantomeno, vengono prese posizioni in difesa di una farmacia inerme e di un sistema sanitario sempre più ferito». Concentrarsi su un'unica problematica, continua, «e nascondere la testa sotto la sabbia sul resto non è funzionale. È bene affrontare le criticità e, laddove è possibile, vincerle. Parlarne rappresenta un atto dovuto agli iscritti a un sindacato nazionale e indica rispetto per chi si affida a un soggetto di tutela e rappresentanza. In una fase di transizione come quella che stiamo vivendo, è maggiormente funzionale mostrare la propria partecipazione e asserire un punto di vista, quale che sia, piuttosto che restare in attesa degli eventi e non informare su cosa sta accadendo. Così si rischia di apparire passivi». Come Farmacieunite, si legge ancora, «abbiamo ribadito in più di un'occasione la nostra preoccupazione per l'ingresso del capitale, partecipando alle discussioni nel merito e chiedendo di incontrare alcuni dei protagonisti interessati per chiarire le rispettive posizioni. Pur confermando la contrarietà al subentro di soggetti finanziariamente forti, abbiamo dichiarato che potrebbero nascere anche risvolti meno oscuri di quelli prospettati, motivando la nostra posizione. Nel momento in cui diventasse definitiva tale legittimazione si dovranno trovare soluzioni funzionali affinché i posti di lavoro aumentino, anziché diminuire e soprattutto, sarà necessario salvaguardare un sistema farmaceutico che, nonostante i continui terremoti a cui viene sottoposto, continua a essere un'eccellenza nazionale».

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