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Politica e Sanità

17 Ottobre 2015

730 precompilato, Leopardi (Utifar): in farmacia più richieste. Timori per entità sanzioni


Se è vero il principio che più ci si espone a un evento e più è alta la possibilità di errore, appare a maggior ragione giustificata la preoccupazione delle farmacie relative al decreto legislativo (158/2015) che introduce sanzioni per mancata o errata trasmissione dei dati necessari al 730 precompilato, dal momento che in una giornata il numero di segnalazioni è molto elevato. A lanciare la riflessione Eugenio Leopardi, presidente Utifar, che spiega: «L'introduzione delle sanzioni ha suscitato le proteste di tutti gli interessati, dai medici alle farmacie, e certamente rileviamo che ha fatto bene Federfarma a essersi unita al coro dei no e ad avere alzato i toni. Anche perché, va detto, per le farmacie la situazione è differente rispetto agli altri operatori, come per esempio i medici. Nel corso della giornata, le segnalazioni che arrivano in farmacia sono di entità ben maggiore rispetto a quelle che vengono a essere gestite dai medici negli ambulatori e, d'altra parte, laddove il numero di eventi aumenta è chiaro che aumenta anche il rischio e la possibilità di errore. Oltreché, purtroppo, se la sanzione vale per ogni scontrino parlante errato, l'eventuale importo». Ci auguriamo, continua, che «al sistema vengano apportati correttivi, e su questo siamo fiduciosi, soprattutto se si agisce insieme alle rappresentanze delle altre categorie sanitarie, e certamente ci auguriamo che venga evitata una seconda puntata di quanto successo per l'articolo 50». E a questo proposito, «vorrei lanciare un'altra riflessione: credo che all'interno delle rappresentanze ci debba essere una maggiore capacità di ascolto delle varie componenti. Vorrei ricordare che nel 2013, in tempi non sospetti, avevamo presentato, nel corso di Pharmadays, un progetto, da noi elaborato, proprio sulla certificazione delle spese sanitarie in farmacia che prevedeva anche una remunerazione del servizio - che a differenza di quanto avvenuto oggi non era imposto dall'alto - e avrebbe garantito ai farmacisti un ritorno di immagine. Progetto che, nel momento in cui il premier Matteo Renzi ha iniziato a parlare di 730 precompilato, abbiamo riproposto alla categoria, ma che non ha avuto seguito».

Francesca Giani

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