Politica e Sanità
10 Febbraio 2016È atteso per la fine di febbraio il pronunciamento del Tar del Friuli Venezia Giulia su 4 ricorsi contro la Regione che hanno congelato la procedura concorsuale per l'apertura di 49 nuove farmacie, ma rimangono alcune criticità: sedi sovrannumerarie e sofferenza economica delle farmacie già esistenti. A creare il contenzioso era stata la localizzazione delle nuove sedi, quattro delle quali vacanti, in provincia di Pordenone, e la graduatoria pubblicata nel luglio 2105 contestata nel merito della valutazione dei titoli per i punteggi. Entro fine febbraio l'esito del confronto in tribunale metterà fine alle discussioni. Ma non alle criticità. Già ai tempi dell'indizione del bando, Ferderfarma aveva espresso in una nota le proprie riserve circa l'apertura di nuove farmacie: «Le farmacie sono già in sofferenza e nuove aperture peggiorano ulteriormente la situazione, dal momento che la redditività sui farmaci del sistema sanitario nazionale è diminuita del 20%, con picchi del 40% nelle zone più periferiche del Fvg».
La situazione negli ultimi anni non è migliorata e, anzi, sembrerebbero essersi creati dei gap tra l'applicazione della normativa e la situazione demografica attuale che, in alcuni casi, avrebbero prodotto un sovrannumero di esercizi che non rispettano più i criteri demografici previsti per legge. «La legge Monti utilizzava uno strumento che era il censimento 31/12/2010 - spiega a Farmacista33 il Presidente di Federfarma Friuli Venezia Giulia Francesco Pascolini- il risultato è stato che in alcuni Comuni, come quello di Cividale, per soli 40 abitanti, il Sindaco usando i resti, aveva avuto la possibilità di chiedere una nuova sede farmaceutica». Tuttavia, già nel 2011 gli abitanti residenti nel Comune di Cividale erano diminuiti a tal punto da non rispettare più i criteri richiesti per l'apertura del nuovo esercizio, dunque «la nuova sede risultava già sovrannumeraria». Il Presidente Federfarma Fvg aveva già fatto un intervento ad adiuvandum, a sostegno di alcuni colleghi che avevano fatto ricorso al Tar sulla sede risultata sovrannumeraria a Cividale, intervento patrocinato anche dalla Federfarma nazionale, la cui sentenza era andata a favore della nuova sede farmaceutica. «Aprire una sede laddove non è strettamente necessario non è un servizio in più ma un disservizio», conclude Pascolini.
Attilia Burke
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