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Politica e Sanità

25 Maggio 2016

Ospedaliera fuori controllo. Bonaretti (Mise): spesa distribuzione diretta imbarazzante


Otto miliardi di spesa ospedaliera non contabilizzabili dei quali più di 4 miliardi riconducibili a flussi della distribuzione dei farmaci diretta è un bilancio «imbarazzante». Questo il commento del coordinatore del Tavolo per la farmaceutica del Mise Paolo Bonaretti, sui dati spesa farmaceutica 2015 tema molto dibattuto in occasione dell'Assemblea generale di Federfarma svoltasi a Roma. Tema in merito al quale si è pronunciato anche il direttore generale dell'Aifa Luca Pani che, alla platea presente al Teatro Eliseo, ha detto: «Dall'ultimo bilancio è emerso che la spesa ospedaliera è a 8 miliardi che sono non contabilizzabili. È necessario certificare con assoluta certezza i flussi ospedalieri: con la distribuzione diretta quando sei fortunato il conteggio delle spese si ferma alla porta dell'ospedale, quando sei sfortunato si ferma al centro di acquisto regionale e da lì non c'è più nessuna traccia o riferimento. Finché l'ospedaliera valeva 2.4 miliardi si riusciva a compensare, ora vale più della territoriale: 8 miliardi che generano un problema non indifferente».

Bonaretti ha precisato a Farmacista33 che gli 8 miliardi «sono contabilizzati ma non si sa esattamente come vengono gestiti». E ha spiegato che di questi, i flussi attribuibili alla spesa per la distribuzione diretta «superano i 4 miliardi». Cifra che, ha commentato «comincia a diventare un po' imbarazzante, anche perché una larga parte di questi, per un valore pari a 400 milioni di euro, sono farmaci di fascia A». Un altro dei grossi problemi, evidenziato dal responsabile nazionale sanità del Pd Federico Gelli durante l'Assemblea, è l'impossibilità di tracciare i farmaci venduti tramite distribuzione diretta sottolineando che «nell'assistenza ospedaliera non tutto è tracciabile mentre nella territoriale sì».

Secondo Bonaretti, «mentre il farmaco rimborsato attraverso il Ssn o di fascia C con obbligo di ricetta è completamente tracciato perché c'è un'associazione tra il codice fiscale del paziente e la confezione specifica del farmaco, quando viene dispensato tramite la diretta le informazioni si fermano alla spesa farmaceutica ospedaliera.

Non sappiamo» ha aggiunto «come poi viene gestito tutto all'interno dell'ospedale, non sappiamo a chi viene somministrato il farmaco, a chi va a finire, se ne rimane o meno nei magazzini. Ci servono dati molto più precisi - prosegue - perché finora il dato dei flussi di spesa ospedaliera è stato gestito unicamente per calcolare il payback, non è un flusso di dati sanitari ma amministrativi. Oggi abbiamo bisogno di una cosa completamente diversa, soprattutto andando verso una medicina di precisione, abbiamo bisogno di interpolare i dati anche sui singoli pazienti per vedere l'efficacia dei farmaci, calcolarne la loro innovatività e definirne il prezzo che è legato appunto all'innovatività. Nella nuova governance cercheremo di avere flussi molto più tracciabili perché non può esistere un percorso amministrativo slegato da quello sanitario, il risparmio lo si ottiene se si ha chiarezza nei dati. Speriamo da un lato che i sistemi di tracciabilità della spesa ospedaliera diventino sempre più simili a quelli della spesa convenzionata territoriale. Dall'altro è opportuno che la distribuzione diretta rimanga solo laddove è ampiamente dimostrato che comporti un risparmio. Ma se non è garantito un risparmio, come in molte aree del paese, meglio ricorrere a quella per conto».


Attilia Burke

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