Politica e Sanità
26 Maggio 2016Le potenzialità delle farmacie a vantaggio dell'intero Sistema sanitario nazionale vanno sfruttate al meglio passando attraverso una nuova Convenzione tra Regioni e farmacie che definisca nuovi modelli di remunerazione. È il messaggio emerso in un incontro svoltosi ieri tra la delegazione congiunta di Assofarm e Farmacie Unite con l'assessore regionale Massimo Garavaglia, presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità con delega alla stipula delle convenzioni con medici di medicina generale e farmacie, e con l'assessore regionale Antonio Saitta, presidente della Commissione Salute alla Conferenza Stato Regioni. Lo fa sapere un comunicato di Assofarm in cui si precisa che la visione strategica condivisa durante l'incontro «poggia sui contenuti di due differenti documenti presentati concordemente dalle due Associazioni». Il primo, "Farmacie e Ssn: un nuovo rapporto", «è un'articolata riflessione su come la farmacia potrebbe sgravare il sistema ospedaliero di notevoli carichi di lavoro e voci di spesa. È necessario però un inquadramento legislativo e contrattuale solido, la fine cioè del regime di prorogatio che da ben 18 anni tiene nel limbo i rapporti tra sistemi sanitari regionali e farmacie. Per queste ultime è giunto il tempo di concretizzare i tanti confronti e studi prodotti in tema di nuova remunerazione».
Secondo Franco Gariboldi Muschietti Presidente di Farmacie Unite, bisogna «rimodulare quanto riconosciuto alle farmacie per la distribuzione del farmaco, e valorizzare la maggior competitività in termini di efficienza e di capillarità che può offrire nella fornitura di servizi correlati alla gestione delle patologie, specie quelle croniche, rispetto alle strutture pubbliche. Più in dettaglio, si potrebbe pensare a un processo che, una volta individuati i compiti attribuiti alla farmacia nelle varie aree in cui può essere coinvolta, riesca ad individuare i punti valore attribuibili a ciascun servizio in funzione dell'utilità, sia sanitaria in senso stretto che di economia sanitaria». Assofarm e Farmacie Unite si sono impegnate a fornire quanto prima «una lista completa di tutti i servizi già oggi erogati dalle oltre duemila farmacie associate ad entrambe le sigle con l'obiettivo di supportare la definizione di una convenzione massimamente tarata sulla componente dei servizi».
Il secondo paper presentato agli assessori regionali riguarda invece la proposta di avviare una sperimentazione di pharmaceutical care ad ampio raggio: «Il progetto» ha spiegato dichiarato il segretario generale di Assofarm Francesco Schito «ha l'obiettivo di dimostrare come l'attivazione in farmacia di alcuni servizi sanitari riguardanti la cura di determinate malattie croniche possa evitare l'ospedalizzazione dei pazienti e ridurre i costi conseguenti a carico delle regioni». Entrambi i documenti «hanno raccolto l'interesse dei rappresentanti delle Regioni», in particolare si legge nella nota, «Saitta ha confermato che la riforma dettagliata della remunerazione del farmacista sia strettamente collegata alla sottoscrizione di una nuova convenzione tra regioni e farmacie».
Simona Zazzetta
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