Farmaci a domicilio, Cicchetti (Cerismas) : in Italia si lavora a quadro istituzionale di rifermento
In Germania vengono effettuate 250 mila consegne di farmaci al giorno al domicilio di tutti quei pazienti che sono impossibilitati a recarsi in farmacia, un numero esorbitante se messo a confronto con i dati italiani. Attualmente Federfarma nazionale gestisce un servizio di consegna che serve 300 pazienti ogni mese a costo zero. Sono attivi programmi di assistenza domiciliare come quello che coinvolge Asl e Ordine interprovinciale dei farmacisti di Bari, Barletta, Andria e Trani, progetto pilota che partirà proprio la prossima settimana. Esistono, infine, dei servizi di consegna a domicilio dei farmaci a pagamento come FareExpress. Ma in ogni caso i numeri sono ben lontani da quelli tedeschi presentati nel report 2015 dell'ABDA (Federal Union of German Associations of Pharmacists).
Per quanto riguarda la consegna a domicilio di farmaci «sicuramente ci sarà un'evoluzione anche qui in Italia - afferma il presidente di Federfarma Annarosa Racca parlando con Farmacista33 - è vero che i nostri numeri sono più bassi ma si tratta di un progetto profondamente diverso: noi a partire dallo scorso luglio abbiamo instaurato questo servizio completamente gratuito che attualmente permette di assistere 300 pazienti al mese, per testimoniare il ruolo sociale che la farmacia ha sul territorio. Abbiamo portato il centralino all'interno di Federfarma e rispondiamo direttamente da Roma. A livello nazionale abbiamo voluto mantenere il servizio gratuito per chi ne ha bisogno ma ci sono varie Federfarma regionali o provinciali che prevedono un pagamento da parte dell'assistito che chiama». Un tentativo di ampliare l'assistenza integrata sul territorio, sempre in maniera gratuita per il paziente, lo sta facendo l'Asl di Bari, attraverso un'iniziativa progettata da Cerismas, il Centro di ricerche e studi in management sanitario dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione anche con l'Ordine interprovinciale dei farmacisti locali. «I numeri tedeschi per ora sono inarrivabili ma solo perché manca un quadro istituzionale di riferimento e l'obiettivo è proprio quello di crearlo a partire da un caso pratico come quello che stiamo mettendo in piedi all'Asl di Bari - afferma l'ordinario di Organizzazione Aziendale presso la Facoltà di Economia della Cattolica e responsabile scientifico del progetto Americo Cicchetti - Il progetto coinvolgerà una ventina di farmacisti e una cinquantina di pazienti e prevede un'analisi di questo percorso. È stato concordato il ruolo del farmacista nella fase di riconciliazione terapeutica e la partecipazione sempre del farmacista nell'unità di valutazione multidimensionale per i pazienti in assistenza domiciliare integrata. Verrà fatta un'analisi che terrà conto anche dell'eventuale miglioramento delle aderenze e efficacia delle terapie, e alla luce della quale l'Asl deciderà se rendere operativo il progetto e finanziarne i costi, compresi quelli dei farmacisti in base anche ai tempi di lavoro che questo servizio comporta per loro».
Attilia Burke
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