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Politica e Sanità

09 Novembre 2016

Elezioni Usa, Obamacare a rischio dopo la vittoria di Donald Trump


Una delle principali riforme di Barack Obama, che aveva esteso la copertura sanitaria a venti milioni di americani delle classi più disagiate, sarà probabilmente la prima vittima dell'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Il repubblicano ha, infatti, dichiarato di voler eliminare completamente l'Obamacare; meno chiaro è con che cosa verrà sostituita. Una riflessione a caldo sulle ricadute in sanità dell'elezione è stata pubblicata su Medscape, con la premessa che, in questa tornata elettorale, la sanità non ha figurato tra le questioni di maggiore importanza per i cittadini statunitensi.

Tuttavia, un sondaggio di KFF (Kaiser Family Foundation) ha fatto luce sulle loro principali richieste in tema sanitario: ai primi posti ci sono la possibilità di accedere ai farmaci innovativi ad alto costo (specie gli oncologici e gli antivirali diretti per l'epatite C) e la richiesta di una riduzione generale dei costi per l'acquisto dei farmaci prescritti. L'intervento sulla riforma Obama non rientra, secondo i cittadini Usa, tra le priorità e comunque, se il 41% ritiene che debba essere ridimensionata, per il 49% dovrebbe essere mantenuta o addirittura estesa. Una delle ricette proposte da Trump è di permettere agli assicuratori di vendere le loro polizze attraverso i confini dei singoli Stati, il che dovrebbe promuovere la concorrenza e ridurre i premi; la liberalizzazione si assocerebbe a una defiscalizzazione delle polizze e a questo si aggiunge l'impegno di migliorare Medicaid con sovvenzioni federali. Una maggiore trasparenza sui costi dovrebbe permettere ai pazienti di scegliere i medici e gli ospedali più convenienti e verrà inoltre data la possibilità di importare farmaci meno costosi da altre nazioni, purché sicuri e affidabili. Come fa notare Medscape, la possibilità per Trump di tradurre in pratica le sue idee sarà fortemente condizionata dal Congresso che tuttavia, restando a maggioranza repubblicana, dopo aver ostacolato Obama dovrebbe trovarsi molto più in consonanza con il suo successore.


Renato Torlaschi

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