Politica e Sanità
24 Novembre 2016Non è passato alla Camera, nella Legge di Bilancio, l'emendamento che prevedeva un aumento del fatturato di riferimento delle farmacie rurali che possono godere di una quota sconto in favore del Ssn limitata, pari all'1,5 %. L'emendamento era stato ritenuto ammissibile dalla commissione Bilancio della Camera. La reazione del Sunifar è immediata: «Da oggi in poi per noi è chiusura totale: lo Stato non potrà più vedere la collaborazione in alcun modo possibile delle farmacie rurali» afferma il presidente Alfredo Orlandi parlando con Farmacista33, prendendo posizione ufficiale nei confronti dello Stato, di fronte all'ennesima «delusione inflitta alla categoria». L'adeguamento per legge sarebbe dovuto avvenire ogni anno a partire dal 1996, ma che non è mai stato applicato. Una decisione, quella di non prendere in considerazione l'emendamento, interpretata come un vero e proprio schiaffo morale a una categoria che si sente sempre più abbandonata. L'emendamento sarebbe stato un segno di presenza da parte dello Stato.
«Abbiamo sentito solo promesse sulla ruralità, verso chi tutti i giorni, chiude le serrande per "modo di dire" perché è disponibile a qualsiasi ora della notte, del sabato della domenica, quando c'è bisogno. Andiamo a supportare uno Stato che non esiste nei piccoli centri, lo facciamo perché siamo soliti ad obbedir tacendo ma a questo punto non possiamo tacere più». E aggiunge: «È arrivato il momento di andare a rivedere tutto: a rivedere i turni che noi facciamo senza andar a chiedere soldi a nessuno, a rivedere tutto quello che significa distribuzione dei medicinali, lasciateci liberi, lasciamo perdere tutti gli obblighi e controlli ai quali siamo assoggettati, a questo punto non vogliamo più avere niente a che fare con uno Stato che non è nemmeno patrigno, perché fosse patrigno ogni tanto forse una carezza anche al figliastro la farebbe» Un iter lungo quello dell'emendamento che doveva modificare l'articolo 1, comma 40 della Legge n.662 del 1996 che, dopo aver avuto l'approvazione nel Ddl concorrenza, dopo aver avuto l'approvazione dal Ministero della Salute, dopo aver avuto il bollino blu, la bollinatura dell'economia perché la copertura richiesta - 10 mln di euro - sarebbe stata ricavata dai fondi che i Ministeri dovevano risparmiare, dopo aver ottenuto il nullaosta del Ministero dell'Economia, per una "questione tecnica" non è più stata discussa nell'ambito del Ddl concorrenza ma nella Legge di Bilancio, «e ora abbiamo avuto questa notizia - afferma Orlandi - Non abbiamo sentito una sola parola dalle Università in difesa della farmacia - afferma Orlandi - Se dobbiamo orientarci non più verso la professione a verso il commercio allora ben venga la chiusura delle facoltà di farmacia perché non ci serve più a nulla».
L'emendamento, lo si ricorda, prevedeva la modifica dell'articolo 1, comma 40 della Legge n.662 del 1996, e prevedeva un aumento del fatturato di riferimento delle farmacie rurali che possono godere di una quota sconto in favore del Ssn limitata, pari all'1,5 %. In questo caso il tetto doveva salire da 387.342,68 a 450.000 di fatturato annuo in regime Ssn al netto dell'Iva euro. Inoltre, attualmente per le farmacie con un fatturato annuo in regime di Ssn al netto dell'Iva non superiore a 258.228,46 euro, le percentuali di sconto previste in favore del Ssn sono ridotte del 60%. In questo caso il tetto di riferimento doveva salire a 300 mila euro.
Attilia Burke
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