Politica e Sanità
22 Settembre 2017Le farmacie della provincia di Lecco sono in prima linea nella presa in carico dei pazienti cronici grazie al protocollo di collaborazione siglato con l'Ats della Brianza che recepisce la loro disponibilità a entrare in modo concreto nel modello di gestione delle cronicità previsto dalla Riforma Sanitaria Lombarda. Il meccanismo definito dall'accordo rappresenta il primo esempio in Lombardia di coinvolgimento diretto delle farmacie e a spiegarlo a Farmacista33 è il Presidente di Federfarma Lecco, Andrea Braguti. «Abbiamo firmato con l'Ats della Brianza l'accordo che sancisce la disponibilità delle farmacie lecchesi alla presa in carico del paziente cronico attraverso il governo della domanda. Le farmacie di questo territorio, come sempre, lavorano nella direzione di una miglior assistenza ai cittadini, soprattutto, come in questo caso verso quelli con delle cronicità o fragilità varie». In particolare, l'intesa sottoscritta con Federfarma Lecco, prevede l'erogazione di prestazioni al paziente in Adi (a partire dal recapito domiciliare di farmaci e ausili), l'autodiagnosi, i servizi di telemedicina e diagnostica, il monitoraggio dell'aderenza terapeutica, la farmacovigilanza, i programmi di educazione e screening. «Mentre nella telemedicina e nell'autodiagnosi potranno esserci delle differenze tra le farmacie, anche solo per la loro ubicazione sul territorio, - continua Braguti - per quanto riguarda l'aderenza terapeutica, che a mio parere è l'aspetto più democratico - non dovrebbero e non dovranno esserci differenze, visto che si mette in campo la professionalità di ogni singolo farmacista».
Come spiega una nota diffusa dall'Azienda sanitaria, con i due accordi (quelli delle due province lombarde di Monza-Brianza e Lecco, ndr) le farmacie del territorio si impegnano a collaborare con i gestori e co-gestori che, dall'inizio del nuovo anno, amministreranno i percorsi di cura dei pazienti, assicurando «le prestazioni che, in quanto nodo integrato nella rete dell'offerta a favore del paziente cronico, sono in grado di erogare». «La cosa importante - spiega ancora Braguti - era mantenere l'erogazione dei farmaci di competenza delle farmacie, e questo è stato assicurato grazie a un'ultima delibera che fissa questo punto, con l'intento di sfruttare i punti di forza propri delle farmacie (capillarità, accessibilità, forte legame con Ssr, valore professionale del farmacista, informatizzazione, collegamento in rete)». Le farmacie lecchesi, con l'accordo, hanno di fatto concretizzato l'interesse ad entrare nella rete dei soggetti coinvolti nella collaborazione con i cosiddetti "Gestori" della presa in carico dei pazienti cronici, si sono rese disponibili alla stipula di convenzioni/accordi e hanno offerto la possibilità di collaborare attraverso le prestazioni che, in quanto nodo integrato nella rete dell'offerta a favore del paziente cronico, sono in grado di erogare.
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