Sacchetti compostabili, controllare conformità e correttezza delle diciture
A distanza di alcuni mesi dalle novità introdotte nell'uso dei sacchetti di plastica per ridurne la commercializzazione, Assobioplastiche, associazione che raccoglie i produttori dei manufatti in bioplastica informa che il comparto sconta ancora la presenza sul mercato di prodotti con dichiarazioni non rispondenti a quanto dichiarato nelle certificazioni di conformità. Le farmacie, al fine di "evitare l'acquisto di materiale che potrebbe rivelarsi non conforme ai requisiti vigenti, sono invitate a chiedere ai propri fornitori l'assicurazione scritta che i prodotti ordinati siano conformi a quanto disposto dalla vigente normativa". È quanto suggerisce una circolare di Federfarma dopo avere incontrato i vertici di Assobioplastiche che hanno fatto sapere che il sistema industriale dei produttori dei manufatti in bioplastica, "sconta ancora la presenza sul mercato di prodotti con dichiarazioni mendaci e non rispondenti a quanto dichiarato nelle certificazioni di conformità". Oltre a richiedere l'assicurazione di conformità, si può eseguire un "controllo sulla rispondenza delle buste biodegradabili e compostabili, proposte dai diversi fornitori o già acquistate, con i requisiti normativi vigenti" per verificare che riportino le diciture corrette che "devono essere presenti sulle buste e quelle che non possono essere utilizzate, oltre alla riproduzione dei marchi/loghi degli organismi certificatori accreditati che attestano l'ottenimento della certificazione della biodegradabilità e della compostabilità". La Legge 3 agosto 2017 n. 123, ricorda Federfarma, "intende raggiungere finalità di tutela della salute e dell'ambiente attraverso la riduzione della commercializzazione delle borse di plastica" e che "le borse in bio-plastica, comunemente accettate dalla clientela nell'ambito dell'attività di farmacia che riportano almeno una delle certificazioni di biodegradabilità e compostabilità offerte dal mercato, possono validamente essere ri-utilizzate per la raccolta differenziata della frazione organica e, pertanto, essere un utile strumento per la produzione di fertilizzanti e ridurre così impatti complessivi sull'ambiente". La commercializzazione di borse di plastica per il trasporto che non corrispondono alle caratteristiche previste dalla norma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro. La sanzione è aumentata fino al quadruplo del massimo (100.000 euro) se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di sacchi per l'asporto o un valore della merce superiore al 10% del fatturato del trasgressore, nonché nel caso di utilizzo sulle borse di diciture o altri mezzi elusivi degli obblighi previsti dalla normativa. All'accertamento delle violazioni provvede, d'ufficio o su denuncia, la polizia amministrativa.
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