Politica e Sanità
15 Novembre 2018Numero chiuso per risolvere la disoccupazione, elemosina per contrastare l'indigenza sanitaria, espedienti legislativi per rimediare a provvedimenti frettolosi con blocco dei concorsi, blocco di nuove aperture, sono proposte anacronistiche, protezionistiche e restauratrici che ledono la dignità professionale e non portano vantaggio ai cittadini. È quanto scrive Matteo Branca, presidente della federazione nazionale delle parafarmacie (Fnpi). "La Fnpi rifiuta dinamiche di ragionamento che vedono soluzioni solo punitive, autoreferenziali e protezionistiche ai problemi che affliggono non solo la categoria ma la società nel suo complesso: numero chiuso in facoltà per risolvere la disoccupazione, elemosina per contrastare l'indigenza sanitaria, espedienti legislativi di varia natura e di corto respiro per rimediare a provvedimenti frettolosi, arroccamenti tanto irragionevoli quanto anacronistici, blocco dei concorsi, blocco di nuove aperture, fino a parlare di "sterilizzazione" delle parafarmacie per nascondere di nuovo sotto il tappeto tutti gli enormi margini di miglioramento del settore che proprio le parafarmacie hanno portato alla luce. La luce in fondo al tunnel si vede invece sulla strada della concorrenza etica, di un sistema duale di distribuzione del farmaco, in cui i pungoli al reciproco miglioramento si alimentano, si tutelano e si sorvegliano a vicenda".
Nella nota anche un punto sul percorso sindacale delle diverse sigle di rappresentanza del settore che, scrive Branca, "stanno convergendo verso proposte univoche, ragionevoli, e condivise nella sostanza: libera dispensazione del farmaco non convenzionato e libera erogazione di servizi, convenzionati o meno. Servizio e capillarità, e alcuni accorgimenti che garantiscano rispetto dei ruoli, della nostra dignità professionale e delle Farmacie convenzionate, tutela delle rurali e aumenti occupazionali significativi su più fronti. La convergenza della maggioranza schiacciante delle sigle su queste proposte, unitamente ai moniti dell'Antitrust ed europei sta avendo un impatto positivo sulla buona politica, sensibile a questi temi. Si sta valutando sempre più seriamente e concretamente la fattibilità politica delle nostre proposte di categoria, più autorevoli da quando condivise e convergenti, senza derive restauratrici di chi si presta ad avallare ipotesi masochistiche né intromissioni nel dialogo politico di chi è pregiudizialmente ostile alle nostre realtà".
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