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Politica e Sanità

29 Marzo 2019

Farmacie rurali, finanziamenti per servizi da Aree interne e Europa


Se, nella geografia del nostro Paese, ci sono zone in cui la distanza della popolazione rispetto ai servizi arriva a 75 minuti, con una media di 50, e dove la connessione internet non può essere data per scontata, anche la farmacia - spesso l'unico servizio rimasto - può essere a rischio, tanto che «sono oltre mille quelle che hanno lanciato un grido di allarme». In questo contesto - dove è in aumento il trend dello spopolamento e della perdita dei servizi - un aiuto può arrivare dalla Strategia per le aree interne, che però deve andare verso un maggiore coinvolgimento delle farmacie nei progetti finanziati. È questa una delle riflessioni che emergono dal convegno "La farmacia nelle aree interne. Uno strumento di coesione sociale e di risposta alle disuguaglianze", organizzato dal Sunifar a Roma, da cui è partita anche la proposta di un progetto proprio per valorizzare la partecipazione delle farmacie. «La specificità delle Aree Interne» ha spiegato Silvia Pagliacci, presidente Sunifar, «è la lontananza dai centri di servizi essenziali quali, in particolare, scuola, trasporti, sanità. Tali Aree coprono circa il 60% del territorio nazionale e in esse risiede quasi il 22% della popolazione. Nel 2012 il Ministero della coesione territoriale ha messo a punto una Strategia Nazionale volta a contrastare, nel medio periodo, il declino demografico di questi territori. Ma dal primo Rapporto Annuale sulla Farmacia 2018, predisposto da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma, risulta che solo in 12 delle 72 strategie elaborate dal Consiglio dei Ministri sia previsto un ruolo specifico per le farmacie, spesso con un riferimento generico alla Farmacia dei servizi, malgrado esse siano l'unico presidio sanitario facilmente accessibile».

Fondi Europei e nazionali
Quella delle aree interne, però, è una importante partita anche perché, grazie all'attenzione che hanno a livello nazionale, e anche europeo, vi si concentrano diverse possibilità di finanziamenti: «In questi territori» spiega Sabrina Lucatelli, Coordinatrice Comitato Tecnico Aree Interne, Presidenza del Consiglio dei Ministri, «ci si appoggia a una strategia multi-fondo: all'interno di ogni area vengono investiti 3,7 milioni di euro che derivano dalla legge di Stabilità, in funzione dei servizi, e almeno il triplo provenienti da fondi comunitari. In generale, le 37 Strategie di area approvate contano su una copertura di 597 Milioni, di cui circa il 38% per i Servizi e 62% per lo Sviluppo. Per il tema salute vanno circa 73 milioni».

Dunque, perché le farmacie sono poco presenti nei progetti?
«Per essere coinvolti» continua Lucatelli «è importante partecipare agli scouting che facciamo in tutte le aree sul tema sanità, che vengono organizzati da noi, come comitato, da Regione, Comuni, territori. Le farmacie devono quindi farsi sentire. Devo dire che il tema delle farmacie emerge sempre durante gli scounting, ma perché la farmacia diventi il cuore di una soluzione, deve entrare attivamente nella co-progettazione e costruirla insieme a noi».
Un coinvolgimento, oltre tutto, che sarebbe tanto più importante anche alla luce delle criticità, in ambito salute, che emergono in questi territori, su cui la farmacia ha già competenze e ruolo: «Caratteristica di questi territori è l'eccessivo ricorso all'ospedalizzazione per condizioni trattabili dai servizi territoriali, con un alto tasso di inappropriatezza, una bassa quota di anziani che fruiscono di Assistenza Domiciliare Integrata, lunghe attese dei mezzi di soccorso territoriali in casi di emergenza sanitaria, lontananza dei servizi ambulatoriali per l'esecuzione di specifici trattamenti e degli ambulatori dei Medici di Medicina Generale / Pediatri di Libera Scelta, che comportano un ricorso più basso di questa popolazione alla specialistica, con una media di poco oltre le 2000 visite per mille abitanti contro 4223 della media italiana».

In quali aree allora le farmacie possono essere d'aiuto?«Controllo della terapia, con presa in carico dei pazienti cronici per migliore l'aderenza alla terapia farmacologica prescritta dai medici, ma anche referti online e servizi CUP».

Il progetto del Sunifar

A fronte di questa situazione dal Sunifar è partita l'idea di un progetto «per consentire ai farmacisti delle Aree Interne di poter partecipare ai lavori portati avanti dalle associazioni dei sindaci» spiega ancora Silvia Pagliacci. «Il progetto, che vede la collaborazione di Cittadinanzattiva e dell'Uncem, è volto alla definizione di linee guida per l'erogazione di una serie di servizi, ritenuti particolarmente utili nelle Aree Interne». In particolare, sono «cinque le macro-aree di intervento per le farmacie: Prevenzione, Servizi di front-office, Diagnostica e tele-assistenza, Assistenza domiciliare, Emergenza-Urgenza. All'interno di queste categorie, sono stati individuati alcuni servizi di particolare utilità per le popolazioni locali, tra cui test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione di patologie di forte impatto sociale; prenotazioni, pagamento ticket, ritiro referti; prestazioni di telemedicina - Ecg, holter cardiaco e pressorio, telespirometria; consegna di farmaci, dispositivi, materiale per medicazioni e consulenza sanitaria su interazioni, alimentazione, ecc; defibrillatori ed effettuazione di piccole medicazioni. La farmacia in questo modo può diventare una struttura polifunzionale che dà risposte a tutti i tipi di problematiche, uno sportello che indirizza il cittadino sul percorso più adatto».

La mappatura delle piccole farmacie
E proprio per facilitare l'interlocuzione e la comunicazione verso Istituzioni, Enti locali, rappresentanze di comuni, cittadini e così via, da Andrea Garrone, segretario di Federfarma Piemonte, è stata fatta una indagine per mappare la presenza delle farmacie - rurali, sussidiate, dispensari, ecc. - sul territorio, organizzato per Regione, provincia e comune, con relativa popolazione, andando a individuare anche come è la situazione in base all'altimetria del territorio. Ne è emerso «uno strumento importante, che può essere una base per l'elaborazione di strategie nazionali, e che ha messo in luce quanto la farmacia riesca a essere capillare, rilevando al contempo quelle aree rimaste purtroppo sprovviste di assistenza farmaceutica».

Francesca Giani

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