Farmaci e dintorni
31 Marzo 2014Migliaia di morti in meno e risparmi per milioni grazie ad anticoagulanti orali di ultima generazione? Nel caso della fibrillazione atriale - tra le prime cause dei 200 mila ictus annui in Italia - la coincidenza è possibile. Lo afferma uno studio del Centro ricerca valutazione tecnologie sanitarie dell'Università Cattolica di Roma. La fibrillazione degli atri cardiaci è causa di ictus in 36 mila italiani circa. «L'ictus - spiega Silvio Capizzi, Istituto Sanità Pubblica della Cattolica - costa al Ssn in media euro 3391 a ricovero cui va aggiunta la riabilitazione che nei casi di danni estesi, quali quelli scatenati da fibrillazione, porta a un costo/paziente di 23 mila euro. Vanno poi aggiunti costi diretti per le famiglie in media di 6 mila euro e di mancata attività lavorativa per altri 20-23 mila euro. Si arriva a oltre 50 mila euro, da moltiplicare per i pazienti a rischio». La fibrillazione è diffusa nel 2% degli italiani, e nell'anziano a volte è quasi asintomatica né sempre l'ecg la rileva: ripetendo l'esame si hanno incidenze crescenti. «Tra i pazienti diagnosticati, lo studio italiano ATA-AF evidenzia poi che solo il 55% è trattato con anticoagulanti orali, il 35% è trattato impropriamente con aspirina e un 10% non è trattato», spiega Giuseppe Di Pasquale direttore dell'UO di Cardiologia dell'Ospedale Maggiore di Bologna. «Nei pazienti trattati sul territorio da medici di famiglia la percentuale di chi segue terapie anticoagulanti orali scende al 46% e qui occorre formazione, 9 italiani su 10 (dato Censis) temono che sia a rischio il cuore e non il cervello. Infine non è facile mantenere l'aderenza alla terapia, che in due anni crolla mediamente al 24% perché gli anticoagulanti di vecchia generazione pur efficaci, richiedono dosi diverse a seconda del tempo di protrombina, e prelievi ematici ravvicinati». In pratica, solo un 25-30 % dei pazienti è ben coperto; la letteratura valuta un'incidenza di ictus del 5% l'anno oltre i 65 anni e fino all'8% oltre i 75 anni in assenza di terapia anticoagulante, e lo studio della Cattolica calcola risparmi fino a 32 milioni annui con 2.504 stroke evitati, ipotizzando una quota di mercato del 30% per un principio di nuova generazione (rivaroxaban). Le terapie sono una parte del problema ictus. «Chi ne è colpito spesso non ne riconosce i segni, solo il 20% dei pazienti è trattato in una stroke unit e solo il 20% riceve una riabilitazione precoce», esemplifica Marco Volpe di Business Integration Partners, autore di un'indagine in quattro regioni che rivela gravi diseguaglianze organizzative. «Sempre più le regioni dovrebbero ragionare come il Board of Medicine Usa quando varò il programma Choosing Wisely, in cui ogni società scientifica deve dire le cinque pratiche utilizzate più inutili per abbandonarle in favore delle cinque più indispensabili», dice Gianfranco Gensini vicepresidente I sezione Consiglio superiore di Sanità. «Certo, prassi seguite in una regione possono essere molto meno diffuse in un'altra ma il rimedio per salvare vite e gestire i malati con appropriatezza passa da qui»
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)