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Farmaci e dintorni

27 Gennaio 2016

Inibitori di pompa protonica, da usare nel rispetto dell'appropriatezza


Agiscono bloccando in modo irreversibile l'enzima H */K* ATPasi, via finale per la produzione dell'acido cloridrico da parte della cellula parietale gastrica con effetti positivi sui sintomi e sul controllo della dispepsia e del reflusso gastro-esofageo. Sono gli inibitori di pompa protonica (Ipp), farmaci considerati sicuri, ben tollerati ed esenti da eventi collaterali gravi. Senonché, in un articolo pubblicato su Jama Internal Medicine, un gruppo di ricercatori ha puntato l'attenzione sulle conseguenze negative che possono avere sull'apparato renale.

L'affermazione è sostenuta dai dati conclusivi di uno studio osservazionale, condotto su 10500 soggetti di età media di circa 60 anni e seguiti per quasi 14 anni, in cui è stato registrato un aumento del 50% del rischio di nefropatia cronica dose-dipendente, risultato confermato anche i coorti più ampie di pazienti. Pertanto si suggerisce di prestare molta attenzione alla prescrizione nei pazienti ad altro rischio e al controllo della creatinina nel siero. Il rispetto delle indicazioni e dell'appropriatezza rappresentano un baluardo al rischio di una sovra-prescrizione però la tendenza sembra andare in verso opposto. Secondo i dati forniti dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio Nazionale sull'uso dei farmaci (Osmed) presentato da Aifa a luglio 2015, gli Ipp mantengono i primi posti sia in termini di consumi sia in termini di spesa in regime di assistenza convenzionata tra la classe dei medicinali dell'apparato gastrointestinale.

A fronte di un incremento dei consumi e a una spesa in forte crescita (il lansoprazolo risulta la prima molecola, in termini di spesa convenzionata, seguita da altri due inibitori di pompa protonica anche tra i principi attivi che hanno perso la copertura brevettuale) i profili di prescrizione questi farmaci evidenzia considerevoli spazi di utilizzo inappropriato e di miglioramento. Basti il dato che la percentuale di pazienti in trattamento con Ipp senza i criteri di rimborsabilità previsti dalla Nota Aifa 1 o dalla Nota Aifa 48 è risultata ben del 43,2% come riportato nel rapporto Osmed. Perché interessa il farmacista: gli inibitori di pompa protonica sono farmaci preziosi e per questo vanno utilizzati bene. L'orientamento è aumentare i controlli. Compito del farmacista è informare i pazienti sul significato delle note Aifa vigenti che regolamentano la prescrizione degli Ipp e consigliare i pazienti che acquistano questi farmaci a pagamento.

Marvi Tonus
Farmacista territoriale

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