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Farmaci e dintorni

21 Settembre 2016

Narcolessia, capostipite nuova classe di farmaci da ottobre in Italia


Nuove soluzioni terapeutiche per la narcolessia sono state discusse la scorsa settimana a Bologna, in un convegno dal titolo "The histamine pathway: new hope in narcolepsy". A spiegarci di cosa si tratta è uno dei relatori, Giuseppe Plazzi dell'Università di Bologna. «Le nuove frontiere della ricerca - dice il professore - sono giunte a sviluppare una nuova classe di farmaci, gli antagonisti/agonisti inversi dei recettori dell'istamina H3, che possono risultare efficaci nel trattamento sia della sonnolenza diurna sia degli attacchi di cataplessia, riducendo gli effetti collaterali». Anche se rientra nelle malattie rare, la narcolessia colpisce comunque, secondo le stime, fino a due italiani su cento e i suoi sintomi possono penalizzare molto la vita quotidiana dei malati, compromettendo seriamente attività lavorative e studio, socialità e qualità della vita.

Pitolosant, capostipite della nuova classe di farmaci è stato sviluppato grazie alla collaborazione tra l'Inserm, lo University College London, l'Università Libera di Berlino e Bioprojet. Ha ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione in Europa nel novembre scorso e dal 1 ottobre sarà disponibile anche in Italia, su prescrizione dai centri specializzati, designati dalle Regioni. «Poiché pitolisant agisce sia sulla sonnolenza diurna che sugli attacchi di cataplessia, - riferisce Plazzi - può essere assunto da pazienti con diagnosi di narcolessia di ogni tipo e a tutti gli stadi, che soffrano o meno di attacchi di cataplessia. È indicato negli adulti, mentre è ancora in corso la valutazione nei bambini, dai quali risulta ben tollerato in studi preliminari. Negli studi clinici, pitolisant ha dimostrato di avere un'efficacia superiore al placebo e pari alle terapie psicostimolanti in uso (modafinil), nel ridurre l'eccessiva sonnolenza diurna. Pitolisant ha, inoltre, dimostrato una significativa riduzione della cataplessia - sintomo su cui invece gli psicostimolanti sono inattivi. Il farmaco è stato ben tollerato. Infine, può essere assunto con un'unica compressa giornaliera la mattina ed è quindi potenzialmente in grado di favorire una migliore aderenza del paziente alla cura».


Renato Torlaschi

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