Fitoterapia
23 Ottobre 2013In un contesto in cui il mercato fitoterapico è in continua espansione, la farmacia è il canale che dà maggiori garanzie ai pazienti, grazie al consiglio e alla preparazione del farmacista, ma gli operatori sanitari andrebbero mobilitati maggiormente nella fitovigilanza e in un'azione di sensibilizzazione dei cittadini contro autoprescrizione e uso improprio delle erbe medicinali. È questo l'invito di Sebastiano Gangemi, direttore Uov e della scuola di specializzazione in allergologia e immunologia clinica Aou Gaetano Martini dell'Università di Messina e membro del consiglio direttivo nazionale Siaic, e Gioacchino Calapai, farmacologo ed esperto in farmacologia clinica dell'Ema per le erbe medicinali, che abbiamo sentito a seguito dell'intervento nella quarta edizione della Interactive School della società italiana di Allergologia e Immunologia clinica (Siaic) sulle reazioni avverse da erbe medicinali. «Da sempre di fronte a rimedi naturali» spiega Sebastiano Gangemi «da parte dei pazienti c'è la percezione che siano prodotti innocui, con la conseguenza che si sviluppa spesso un uso improprio e una tendenza all'autoprescrizione. È ancora troppo poco diffusa la consapevolezza che si tratti di sostanze con interazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche, che per di più possono avere interferenze con i farmaci che si stanno assumendo. E questi atteggiamenti possono aumentare le possibilità di sviluppare reazioni avverse. Dal momento che ci troviamo di fronte a un mercato in espansione come operatori sanitari dobbiamo porci sempre più seriamente la questione». «Il problema» interviene Gioachino Calapai «è che il mercato dei fitoterapici in Italia, a differenza di altri paesi europei, si è sviluppato soprattutto sotto la categoria degli integratori alimentari - per lo più per ragioni economiche - tanto che a oggi i medicinali vegetali registrati sono pochissimi. In una situazione in cui per immettere il prodotto sul mercato come integratore è sufficiente una notifica al Ministero della Salute, che si limita a controllare la tossicità della sostanza (mentre per la registrazione dei medicinali vegetali l'Aifa effettua una valutazione dei dati e degli studi disponibili su qualità, efficienza e sicurezza), è chiaro che si è determinato un proliferare di piccole aziende e di prodotti, creando un mercato per il paziente poco chiaro. In questo contesto è allora fondamentale che da parte degli operatori sanitari ci sia una presa d'atto delle possibili problematiche. È importante per esempio che tanto il farmacista quanto il medico cerchino di capire le abitudini del paziente e chiedano sempre all'assistito se sta utilizzando farmaci, con la difficoltà che spesso il paziente non sente la necessità di riferire l'assunzione di un prodotto fitoterapico. Ma anche è importante vigilare sulle modalità di somministrazione: spesso prodotti fitoterapici vengono utilizzati con troppa leggerezza in età pediatrica o in situazioni particolari come la gravidanza. E in questo senso il canale che garantisce maggiormente la sicurezza dei pazienti è la farmacia». «Dal punto di vista culturale» riprende la parola Calapai «è evidente che siamo indietro, anche se c'è da dire che i farmacisti hanno già una base di preparazione. Come pure poco sviluppata è la fitovigilanza: anche questo è un campo in cui il ruolo degli operatori sanitari può fare la differenza, soprattutto dal momento che gli studi clinici su sicurezza ed efficacia sono ancora troppo pochi, sia pure in leggero aumento rispetto agli anni passati, e spesso presentano limitazioni metodologiche - per esempio campioni troppo esigui. Sul fronte delle segnalazioni c'è a mio parere un grande sommerso. È per questo che farmacisti e medici sono chiamati, nella relazione con il paziente, a un'opera di sensibilizzazione ma anche di indagine».
Francesca Giani
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/12/2019
Per contrastare la compravendita illegale di farmaci per uso veterinario il Ministero sta studiando un logo, un bollino di qualità sulla falsa riga di quanto fatto per le farmaciePer...
27/12/2019
La Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per il trattamento dell'artrite reumatoide attiva di grado da moderato a severoLa Commissione europea ha approvato upadacitinib (Rinvoq) per...
27/12/2019
Solo il 2% delle farmaciste donne possiede una farmacia nonostante rappresentino il 62% della forza lavoro, è quanto emerge dal sondaggio "Survey of registered pharmacy professionals 2019" del...
A cura di Lara Figini
27/12/2019
Acquistare i farmaci su internet attraverso siti non autorizzati è un fenomeno in continua crescita e l'unica arma per contrastarlo resta l'educazione sanitaria e l'orientamento dei cittadini...

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)