Politica e Sanità
17 Novembre 2011Cresce il partito dei farmacisti che non temono di aprire la titolarità al capitale, pur con tutti i paletti che saranno necessari. A esprimersi in tal senso era stato, lunedì, il presidente dell’Utifar, Eugenio Leopardi. Ora tocca ad Augusto Luciani, presidente di Federfarma Umbria e consigliere di Federfarma Servizi.
Luciani, nella Manovra i rischi di una liberalizzazione totale sembrano scongiurati, salvo sorprese. Federfarma, tuttavia, intende proseguire comunque sul percorso di un ammodernamento delle regole e del servizio…
Scelta corretta, stavolta l’abbiamo scampata ma la prossima non potrebbe andarci altrettanto bene. E’ necessario avviare una riflessione condivisa da cui scaturisca una proposta di evoluzione della rete delle farmacie che risponda alle esigenze della popolazione e a una domanda di salute sempre più complessa e diversificata.
Detto in termini più chiari?
Ridurre o unificare il quorum per portare all’apertura di circa tremila farmacie, organizzare rapidamente un concorso straordinario per soli titoli riservato a giovani farmacisti e titolari di rurali sussidiate e con bonus per i titolari di parafarmacia, sbloccare i concorsi regionali, prevedere deroghe alla pianta organica per autogrill, grandi aereoporti e stazioni ferroviarie, centri commerciali polivalenti di elevate dimensioni. Autorizzare la vendita degli Otc senza la presenza del farmacista.
Più o meno quello che dice già il ddl Tomassini-Gasparri…
Sarebbe un errore fermarsi lì. La Manovra, a prescindere da quello che è cambiato, ha riaperto il dibattito intorno all’opportunità di rivedere gli attuali divieti all’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie. Lo sostengono esperti e tecnici e ultimamente ha preso posizione sul tema anche il presidente dell’Utifar, Eugenio Leopardi. A certe condizioni e con le dovute tutele, ritengo che tale ipotesi consentirebbe di creare i presupposti per un incremento di efficienza delle farmacie, oggi indebolite dalla congiuntura, grazie alla possibilità che i presidi avrebbero di aggregarsi in reti e alle risorse finanziarie che i nuovi soggetti economici immetterebbero nel sistema.
Parla di condizioni e tutele. Per esempio?
Se ne dovrà ragionare, ma innanzitutto il capitale dovrà essere mantenuto in una posizione minoritaria rispetto alla titolarità della o delle farmacie. E poi potranno essere fatti ragionamenti sull’opportunità di escludere comunque alcuni soggetti imprenditoriali.
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